Dopo due vertici a Palazzo Chigi, il governo ha definito il decreto Bollette, un provvedimento che punta a fornire un sostegno concreto a famiglie (con un bonus sociale più ampio) e imprese contro il caro-energia.
Il decreto, che dovrebbe essere approvato nelle prossime ore, prevede uno stanziamento complessivo di 3 miliardi di euro.
Decreto bollette: bonus sociale potenziato, ma con una durata limitata
Una delle principali misure riguarda il bonus bollette, che sarà erogato in base al reddito. La soglia ISEE, attualmente fissata a 9.530 euro, verrà innalzata a 25.000 euro, con un meccanismo a scaglioni: le famiglie con redditi più bassi beneficeranno di uno sconto maggiore in bolletta. Tuttavia, la durata dell’agevolazione è limitata a soli tre mesi, una scelta che ha suscitato critiche da parte delle associazioni dei consumatori. Il Codacons denuncia che il problema del caro-bollette è strutturale e si ripresenta ciclicamente, causando gravi danni economici a famiglie e imprese.
Sostegni alle imprese: 1,2 miliardi di euro, ma il nodo dell’energia resta
Per le imprese, il decreto mette a disposizione 1,2 miliardi di euro. Di questi, 600 milioni saranno destinati alle anticipazioni delle compensazioni per i costi indiretti dell’ETS (Emission Trading System), mentre 650 milioni andranno a supporto delle PMI. Tuttavia, le aziende italiane continuano a denunciare il peso del caro-energia: il prezzo dell’elettricità in Italia è tra i più alti d’Europa, arrivando a essere fino a tre volte superiore rispetto a quello pagato dai concorrenti europei.
Le imprese energivore – circa 3.000, operanti nei settori della carta, ceramica, acciaio, vetro e cemento – sono le più penalizzate. Il costo medio dell’energia per le aziende elettrointensive in Italia, calcolato sui prezzi spot dal 1° gennaio al 22 febbraio 2025 e stimato fino alla fine dell’anno, è di 98,38 euro per megawattora. Un valore nettamente superiore ai 27,02 euro dei Paesi Nordici, ai 55,96 euro della Germania e ai 29,78 euro della Francia. Considerando che per alcune aziende energivore il costo dell’energia rappresenta fino al 45% del costo complessivo del prodotto, il divario competitivo rispetto ai competitor europei rischia di diventare insostenibile.
Nuove misure in arrivo, ma le risorse restano limitate
Il governo sta lavorando a un ulteriore rafforzamento delle misure, con l’ipotesi di un aumento della soglia ISEE per il bonus sociale a 15.000 o 20.000 euro. Tuttavia, le risorse a disposizione sembrano rimanere ferme ai 3 miliardi iniziali, il che potrebbe ridurre ulteriormente la durata del bonus. L’esecutivo spera che il calo delle quotazioni del gas, favorito da un possibile miglioramento della situazione geopolitica in Ucraina, contribuisca a mitigare il problema. I primi segnali sono incoraggianti: ieri il prezzo del gas alla Borsa di Amsterdam è sceso del 6,7%, attestandosi a 41,34 euro al megawattora.
Infine, il Consiglio dei ministri di domani potrebbe dare il via libera anche a un disegno di legge per la reintroduzione della produzione di energia elettrica da fonti nucleari, una mossa che aprirebbe un nuovo capitolo nel dibattito energetico italiano.

