Farmaco Fentanil: uno studio rivela gli effetti sul cervello, la scoperta è inquietante

Il Fentanil è usato per integrare la sedazione e per alleviare il dolore intenso durante e dopo l’intervento chirurgico, ma è anche uno dei farmaci più letali dell’epidemia di oppioidi. 

Uno studio condotto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) e pubblicato su PNAS Nexus, presenta gli effetti che il farmaco Fentanil può avere sul cervello.

I test sull’attività elettrica del cervello hanno rivelato gli effetti del farmaco prolungati enl tempo e hanno indicato che il farmaco interrompe la respirazione delle persone prima che perdano conoscenza.

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Farmaco Fentanil: lo studio

Nello studio, sono stati eseguiti test di elettroencefalogramma (EEG) per 25 pazienti sottoposti ad anestesia generale per interventi chirurgici della durata di 2 ore o più. I ricercatori hanno scoperto che alcuni schemi EEG erano associati a respirazione, sedazione e perdita di coscienza.

L’autore dello studio, senior Patrick L. Purdon, Ph.D., la Nathaniel M. Sims Endowed Chair in Anesthesia Innovation and Bioengineering presso MGH, ha precisato che: “Abbiamo scoperto che il Fentanil produce una firma EEG specifica distinta da altri farmaci anestetici, che potrebbe consentire di monitorarne gli effetti per consentire una somministrazione di oppioidi più sicura, precisa e personalizzata”. Afferma anche che: “Ad esempio, pensa ai pazienti con COVID-19 che sono sedati in terapia intensiva o ai pazienti sottoposti a un intervento chirurgico: al momento non c’è modo di sapere se gli oppioidi stanno funzionando in questi pazienti privi di coscienza”.

Maggiore osservazione per ridurre i rischi di morte

I test EEG di Purdon hanno anche rivelato che il farmaco inizia a compromettere la respirazione circa 4 minuti prima che si verifichi qualsiasi cambiamento nello stato di vigilanza e a concentrazioni di farmaco 1.700 volte inferiori rispetto a quelle che causano la sedazione. Purdon afferma: “Questo spiega perché il fentanil è così letale: blocca la respirazione delle persone prima ancora che se ne rendano conto”.

Dopo tale studio, si rende necessaria una maggiore disponibilità di osservazione o supervisione medica, per ridurre il rischio di morte.

Altri coautori dello studio: Gustavo A. Balanza, Kishore M. Bharadwaj, Andrew C. Mullen, Amanda M. Beck, Erin C. Work, Francis J. McGovern, Timothy T. Houle ed Eric, T. Pierce.

È possibile leggere qui la fonte: studio sul Fentanil

Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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