I dati sull’inflazione sono bollenti e mettono a dura prova il mercato finanziario, ma gli investitori sembrano ormai abituati ai colpi allo stomaco e rispondono con una vendetta assoluta.
L’inflazione negli Stati Uniti è aumentata più del previsto, toccando un massimo di quattro decadi. La reazione del mercato è contrastante. L’IPC è salito dello 0,4% su base mensile e dell’8,2% su base annua, mentre l’inflazione di fondo (esclusi i prezzi volatili di cibo ed energia) è salita dello 0,6% su base mensile e del 6,6% su base annua, registrando il più grande aumento dell’inflazione di fondo in un mese dall’agosto 1982.

L’inflazione è aumentata: i timori della Fed
Questa situazione rafforza i timori che la Fed non abbia intenzione di cambiare i suoi rialzi aggressivi dei tassi. Anche se allo stesso tempo c’è chi pensa che l’IPC sia una lettura dell’inflazione inaffidabile a causa del ritardo nel reporting. Cathie Wood, ha ipotizzato che la Fed stia guardando alle metriche sbagliate per prendere decisioni.
Le azioni crollano: la vendetta degli investitori
Nella giornata di venerdì 14 ottobre, dopo il comunicato, le azioni sono crollate pesantemente. Tutti e quattro i principali indici sono caduti a picco, ma è bastato poco per ritornare a ruggire e chiudere la giornata come una delle migliori dell’anno. Infatti, l’SPX ha registrato la più impressionante rimonta intraday dal dicembre 2008 su base percentuale. Alcuni pensano ad una vendetta degli investitori, ma in ogni caso si è trattato di un’inversione notevole.

