Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 27910 del 20 ottobre 2025) ha introdotto un importante chiarimento in materia di pensione anticipata e contributi figurativi.
Secondo la Suprema Corte, infatti, “l’accesso alla pensione anticipata ad età inferiore ai requisiti anagrafici previsti è consentito se risulta maturata un’anzianità contributiva di 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne; la contribuzione figurativa può concorrere a integrare i presupposti per il pensionamento”.
La Cassazione specifica inoltre che, nel sistema previsto dal comma 11 (che consente l’accesso alla pensione anticipata anche sulla base del requisito anagrafico, oltre che di quello contributivo), la minor contribuzione richiesta deve essere effettiva.
Contributi figurativi: cosa cambia con la decisione della Cassazione
La pronuncia della Corte di Cassazione segna una svolta rispetto all’interpretazione finora adottata dall’INPS.
In passato, l’Istituto previdenziale tendeva a escludere i contributi figurativi (come quelli per disoccupazione, maternità o malattia) dal calcolo utile per il raggiungimento dei 35 anni di contribuzione necessari ad accedere alla pensione anticipata.
In questo modo, molte domande venivano rigettate poiché l’INPS considerava solo i contributi effettivamente versati.
La pensione anticipata, introdotta con la Riforma Fornero al posto della pensione di anzianità, consente l’uscita dal lavoro con:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi per le donne.
Diversa è la pensione anticipata contributiva, che permette l’accesso con 64 anni di età e almeno 20 anni di contributi effettivi.
Con questa ordinanza, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, distinguendo chiaramente i due regimi di pensione anticipata previsti dalla Riforma Fornero.
La decisione rappresenta un cambio di rotta significativo: la Cassazione riconosce piena validità ai contributi figurativi nel calcolo dell’anzianità contributiva utile per il diritto alla pensione anticipata.
Secondo la Corte, escludere la contribuzione figurativa contraddice lo spirito della legge, che mira a garantire la continuità della carriera previdenziale anche nei periodi di sospensione dell’attività lavorativa (come malattia, disoccupazione o maternità).
Pertanto, i contributi figurativi sono utili sia per maturare il diritto alla pensione anticipata sia per il calcolo dell’importo finale.

