Scopri la “Stonehenge d’Abruzzo”, la necropoli di Fossa: un sito archeologico unico nel cuore dell’Abruzzo, tra menhir, tombe a tumulo e riti antichi dei Vestini.
Tra le colline che circondano L’Aquila, c’è un luogo che lascia senza parole: la necropoli monumentale di Fossa, conosciuta come la “piccola Stonehenge d’Abruzzo”.
Un colpo d’occhio e si resta affascinati dall’ordine geometrico delle tombe, allineate come se seguissero un disegno segreto. Qui, tra pietre antiche e silenzi sospesi, si respira un’atmosfera fuori dal tempo.
Più di mille anni di storia si intrecciano in questo sito straordinario, dove si incontrano l’età del ferro, l’epoca preromana e quella ellenistica, fino ai primi influssi romani.
Stonehenge d’Abruzzo: i Vestini, custodi di un culto millenario
La necropoli di Fossa racconta la storia dei Vestini, un popolo italico che abitava queste terre tra il Gran Sasso e l’Adriatico.
Le loro tombe più antiche, risalenti al IX secolo a.C., sono piccoli tumuli di terra e pietra delimitati da cerchi di menhir: alti monoliti disposti con cura, simbolo di forza e protezione.
È proprio questa disposizione circolare a evocare la suggestione della celebre Stonehenge inglese, ma con un’anima tutta abruzzese: selvaggia, autentica, profondamente legata alla terra e ai suoi riti.
Con il passare dei secoli, le sepolture diventano più monumentali e ricche di dettagli artistici.
Nelle tombe a camera ellenistiche, accessibili attraverso lunghi corridoi detti dromos, sono stati rinvenuti corredi straordinari: ceramiche finemente decorate, monili preziosi e un letto funebre in osso e avorio con intagli che raffigurano Dioniso, Menadi ed Ercole.
Un’opera che testimonia quanto l’arte e la spiritualità fossero intrecciate nella vita dei Vestini.
Con l’arrivo dei Romani, le antiche pratiche funerarie scomparvero lentamente, sostituite dall’incinerazione: il segno di un mondo che cambiava, ma che qui sembra essersi fermato per raccontare la sua storia.
Scoperta negli anni ’90, la necropoli di Fossa è oggi uno dei siti archeologici più importanti del centro Italia. Si estende per circa 2000 metri quadrati, in un’area che custodisce quasi un millennio di evoluzione culturale e spirituale. Passeggiare tra i tumuli e i menhir è come sfogliare un libro di pietra: ogni tomba, ogni reperto, ogni segno inciso racconta la vita, la morte e la rinascita di un popolo dimenticato.
Orari di visita (da giugno a ottobre): Sabato e domenica: 10:00 – 13:00 e 16:00 – 18:00 Per aggiornamenti e visite su prenotazione: comunefossa@tin.it

