730 sempre più lungo e nuovi ostacoli per gli affitti brevi: la semplificazione resta un miraggio

La promessa di una dichiarazione dei redditi più snella sembra ormai disattesa: il modello 730 continua ad espandersi, raggiungendo un nuovo record di 24 pagine per la modulistica 2025, contro le 19 dello scorso anno.

Le istruzioni per la compilazione crescono anch’esse, passando da 152 a 168 pagine. Un’evoluzione che stride con le disposizioni contenute nell’art. 15 del Dlgs n. 1/2024 (cosiddetto decreto Semplificazioni), il quale prevedeva un progressivo snellimento dei modelli dichiarativi attraverso l’eliminazione delle informazioni non rilevanti ai fini della liquidazione dell’imposta o già acquisibili dall’Agenzia delle Entrate grazie all’interoperabilità delle banche dati.

Se il confronto con il 2024 è impietoso, quello con il passato lo è ancor di più: nel 2015 il modello 730 contava 14 pagine, con istruzioni di “sole” 99 pagine. Un incremento che solleva interrogativi sulla reale volontà di ridurre il carico burocratico per contribuenti e intermediari fiscali.

Affitti brevi: un errore sul Cin porta allo scarto del 730

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge una nuova criticità per i contribuenti che dichiarano redditi derivanti da locazioni brevi. Le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello 730/2025, pubblicate dall’Agenzia delle Entrate lo scorso 12 marzo, stabiliscono che la dichiarazione può essere scartata automaticamente in caso di errori nella compilazione del rigo B12, relativo al codice identificativo nazionale (Cin) assegnato agli immobili in locazione turistica o breve.

Questo significa che sostituti d’imposta, Caf e professionisti abilitati dovranno prestare particolare attenzione alla corretta indicazione del Cin, che deve essere lungo esattamente 18 caratteri e riportato per ogni immobile a cui si riferisce. Inoltre, il campo non può essere compilato senza che siano presenti le informazioni nelle Colonne 1 e 2, necessarie per l’abbinamento del codice all’immobile corrispondente.

Una complicazione in più per chi opera nel settore degli affitti brevi, già alle prese con obblighi stringenti e adempimenti in continuo mutamento. Il rischio concreto è che errori anche minimi possano comportare il rigetto della dichiarazione, con conseguenti ritardi e disagi per contribuenti e intermediari.

Conclusione

Di fronte a queste evidenze, la “semplificazione” fiscale sembra essere solo un concetto sulla carta. Anziché snellire le procedure, l’aumento delle pagine del modello 730 e delle istruzioni, unito ai vincoli stringenti sulla compilazione delle locazioni brevi, rischia di trasformare la dichiarazione dei redditi in un percorso ad ostacoli. Per i contribuenti, questo significa più tempo, più burocrazia e il rischio di errori con conseguenze potenzialmente rilevanti. Il legislatore sarà in grado di invertire questa tendenza o ci attende un futuro con dichiarazioni dei redditi sempre più lunghe e complesse?

Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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