L’assegno di invalidità ordinario è una prestazione previdenziale erogata dall’INPS su richiesta dell’interessato.
Possono fare richiesta dell’assegno i lavoratori dipendenti del settore privato e gli autonomi. Inoltre, possono fare domanda anche gli iscritti alla gestione separata INPS. Il requisito contributivo per fare domanda dell’assegno è di almeno 5 anni anche non consecutivi di cui almeno tre nell’ultimo quinquennio precedente alla presentazione della domanda. L’assegno è riconosciuto agli invalidi che hanno <<una capacità lavorativa ridotta in modo permanente, a causa di un difetto fisico o mentale o di infermità, a meno di un terzo>>.
Assegno di invalidità: durata e trasformazione in pensione
Un Lettore ha posto alla nostra Redazione, attraverso il nostro canale WhatsApp, la seguente domanda: <<Buongiorno, l’assegno di invalidità parziale per quanto tempo viene riconosciuto? Ho 65 anni e 20 di contributi. Grazie mille>>

L’assegno è riconosciuta per un periodo di tre anni ed è rinnovabili per ulteriori due trienni. Prima della scadenza del triennio è necessario presentare domanda di rinnovo. Il richiedente dovrà sottoporsi a visita medica presso la commissione medica INPS che dovrà confermare la diagnosi di invalidità che da diritto alla prestazione.
Al compimento dell’età pensionabile (67 anni nel 2022), in presenza dei requisiti richiesti, l’assegno ordinario di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia.
L’assegno è riconosciuto per tredici mensilità con decorrenza dal primo mese successivo a quello della presentazione della domanda. La prestazione non è reversibile ai superstiti e l’importo nel 2022 è di 291,98 euro al mese, non è soggetto ad IRPEF.
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