Esistono i periodi neutri che incidono negativamente sulla pensione ma anche sull’autorizzazione dei versamenti volontari. Cosa sono e come funzionano?
In quest’articolo analizziamo cosa sono i periodi neutri, rispondendo anche al quesito di una nostra Lettrice, che ci chiede quali sono i requisiti per versare i contributi volontari per raggiungere l’anzianità contributiva per la pensione di vecchiaia.
Pensione e periodi neutri, come incidono nel versamento dei contributi volontari?
Per esser autorizzati al versamento dei contributi volontari dall’INPS, è necessario poter far valere, nei cinque anni precedenti, almeno tre anni di contributi effettivi. Nel calcolo non sono considerati i contributi figurativi. Se non si posseggono questi requisiti, è possibile essere autorizzati a condizione che si possa far valere nell’intera vita assicurativa almeno cinque anni di versamenti (260 settimane).

Da considerare che nel calcolo dei cinque anni di contributi antecedenti alla domanda non si devono calcolare i periodi di tempo nei quali non sia stato possibile prestare attività lavorativa.
Questi periodi si chiamano comunemente, “periodi neutri” e devono essere esclusi nell’accertamento dei cinque anni. Si tratta dei periodi: servizio militare, maternità, malattia certificata anche se non indennizzata. Ad esempio, se nei cinque anni la nostra Lettrice avesse fatto un anno di malattia, dovrebbe considerare i contributi a partire da sei anni prima della domanda.
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