In pensione da APE Sociale a Quota 103: è possibile? Ecco cosa succede al compimento dei 67 anni

L’APE Sociale consente di smettere di lavorare con quasi 4 anni di anticipo. Cosa fare al raggiungimento dell’età pensionabile?

La normativa previdenziale vigente consente di andare in pensione anche prima del raggiungimento dei 67 anni di età. Tra le misure più utilizzate negli ultimi tempi per raggiungere tale scopo ci sono l’APE Sociale e la Quota 103.

Attenzione, però, perché questi due strumenti differiscono per una serie di caratteristiche.

In pensione a 64 anni con APE Sociale, si può fare il passaggio in Quota 103?

In Redazione è arrivato questo interessante quesito:

Salve, a marzo 2025 compirò 64 anni di età e, a dicembre 2024, ho maturato 40 anni e 6 mesi di contributi. Da un anno svolgo il ruolo di caregiver. Vorrei sapere se, accedendo all’APE Sociale a luglio 2025, potrò poi passare a Quota 103. Grazie“.

Facciamo, innanzitutto, chiarezza sui requisiti richiesti dalla normativa per poter smettere di lavorare in anticipo grazie all’APE Sociale e, poi, chiariamo al nostro gentile Lettore se è consentito effettuare il passaggio a una diversa misura di pensionamento anticipato, come Quota 103.

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APE Sociale: occhio alla trasformazione in pensione di vecchiaia

La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato l’APE Sociale. Anche per il prossimo anno potranno accedere alla pensione anticipata i soggetti che hanno almeno 63 anni e 5 mesi di età e appartengono a una delle seguenti categorie: invalidi dal 74%, caregivers, disoccupati che hanno terminato la percezione dell’indennità di disoccupazione e addetti a mansioni gravose.

Pensione VO
Pensione VO, si può lavorare o mi riducono l’assegno mensile? (Bonus24Ore.it)

Per le prime tre categorie sono necessari 30 anni di contributi, mentre a chi svolge lavori gravosi serve un’anzianità contributiva di 36 anni (a eccezione dei ceramisti, che possono andare in pensione a 32 anni). L’ammontare dell’assegno è pari alla pensione calcolata al momento di invio della domanda, ma non può superare i 1.500 euro al mese.

L’APE Sociale, tuttavia, non può essere percepito per sempre, perché, al raggiungimento dell’età pensionabile (ossia 67 anni), ci sarà la trasformazione della prestazione in pensione di vecchiaia. I percettori, dunque, dovranno presentare domanda per ricevere l’assegno previdenziale ordinario.

Il passaggio comporta dei benefici, tra cui l’aumento della somma spettante. A differenza dell’APE Sociale, la pensione di vecchiaia prevede la rivalutazione al tasso di inflazione annuo rilevato dall’ISTAT, è reversibile in caso di morte del titolare, viene integrata al trattamento minimo (se necessario), prevede la tredicesima mensilità e può essere superiore a 1.500 euro al mese.

Per questo motivo, consigliamo al nostro gentile Lettore di presentare richiesta per l’APE Sociale, se intende uscire in anticipo dal mondo del lavoro, ma di considerare le penalizzazioni a cui andrà incontro. Nel caso in cui opti per tale strumento, al compimento dei 67 anni di età, dovrà presentare domanda per la pensione di vecchiaia e non per la Quota 103, per ricevere l’assegno spettante senza alcun tipo di riduzione.

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Antonia Festa
Antonia Festahttps://bonus24ore.it/
Sono una giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Campania e una giurista con una forte passione per l’economia, la previdenza e la finanza. Scrivo articoli su tematiche economiche e previdenziali, cercando sempre di approfondire e analizzare gli aspetti legali e finanziari. Nel lavoro da copywriter, il focus su questi ambiti mi permette di coltivare ed approfondire il mio interesse per il diritto.
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