Isopensione: cos’è e come funziona l’assegno di esodo per il prepensionamento

Sempre più aziende stanno ricorrendo all’isopensione per favorire il ricambio generazionale. Ma di cosa si tratta esattamente? E cosa succede ai contributi durante il periodo di esodo?

Cos’è l’isopensione?

Nota anche come “assegno di esodo”, l’isopensione è una prestazione di accompagnamento alla lasciare anticipatamente il lavoro, ricevendo un assegno pari alla pensione futura. È l’azienda a farsi carico del pagamento dell’assegno fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (a 67 anni) e pensiona anticipata (con 41 anni e 10 mesi di contributi se uomini, 42 anni e 10 mesi di contributi se donne).

L’isopensione è destinata ai: lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e dirigenti in esubero a seguito di processi come ristrutturazione o riorganizzazione aziendale per datori di lavoro.

Per accedere all’isopensione i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato devono aver maturato i requisiti anagrafici e contributivi, richiesti per la pensione di vecchiaia o anticipata, entro massimo sette anni dalla cessazione del rapporto di lavoro, e non oltre al 2026. Il vantaggio per il lavoratore è ricevere un importo simile a quello che percepirà in pensione.

Il datore di lavoro è tenuto a versare mensilmente all’INPS la provvista per la prestazione e la contribuzione. In particolare, deve corrispondere un importo pari al trattamento pensionistico spettante all’interessato al momento della cessazione, fino al raggiungimento dei requisiti minimi di età e contribuzione per il pensionamento. Il pagamento avviene in 13 mensilità, come per le pensioni INPS, in rate mensili anticipate. La prestazione è soggetta a tassazione ordinaria.

Non è prevista la perequazione automatica sulla prestazione di esodo, né il riconoscimento di trattamenti familiari, e non possono essere effettuate trattenute per oneri di riscatto o ricongiunzione; tali oneri devono essere saldati prima di accedere alla prestazione.
Durante il periodo di esodo, il datore di lavoro versa la contribuzione figurativa correlata, calcolata sull’ultima retribuzione mensile (escluse le voci variabili). Questo garantisce che il periodo senza lavoro sia comunque utile per la maturazione e il calcolo della pensione.

Alla scadenza della prestazione di esodo non si verifica una trasformazione automatica in pensione. L’interessato deve quindi presentare la domanda di pensione entro i termini stabiliti.

Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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