Mia madre ha ricevuto il verbale legge 104 comma 1, si può fare subito ricorso è ottenere il comma 3

Salve, a mia madre sono state riconosciute l’invalidità civile al 100% e la Legge 104. In precedenza aveva un’invalidità civile al 70% e percepiva una pensione di circa 380 euro.  Nonostante sia visibilmente poco deambulante e la documentazione medica evidenzi la necessità di una supervisione quotidiana, la Commissione le ha riconosciuto soltanto l’art. 3, comma 1 della Legge 104, pur riportando nel verbale che necessita di assistenza. 

Vorrei sapere come sia opportuno procedere in una situazione del genere. È consigliabile presentare subito ricorso? Ho sentito dire che, in molti casi, inizialmente venga riconosciuto il comma 1 per poi costringere gli interessati a ricorrere: si tratta di una prassi realmente esistente oppure è solo una convinzione diffusa?

Verbale legge 104 comma 1 e passaggio al comma 3

Mi dispiace per la situazione. Da quello che descrive, è possibile che vi siano elementi per contestare il verbale, ma non è detto che il ricorso sia sempre la prima scelta. Cerco di chiarire come funziona.

La Legge 104 distingue due situazioni:

  • Art. 3, comma 1: la persona è riconosciuta con handicap, ma non in situazione di gravità. Questo riconoscimento dà accesso ad alcune tutele, ma non ai benefici più importanti (ad esempio i tre giorni di permesso mensile per il familiare che assiste).
  • Art. 3, comma 3: la persona è riconosciuta con handicap grave, condizione che dà diritto ai principali benefici previsti dalla legge.

È importante sapere che:

  • invalidità civile al 100% e Legge 104 sono valutazioni diverse;
  • una persona può avere il 100% di invalidità e ricevere solo il comma 1, oppure avere una percentuale inferiore ma ottenere il comma 3, perché i criteri di valutazione non coincidono.

Nel vostro caso, però, mi colpisce quanto riferisce: sua madre è poco deambulante, le relazioni mediche parlano di necessità di supervisione quotidiana e, nonostante ciò, è stato riconosciuto solo il comma 1.

Se il verbale e la documentazione sanitaria descrivono effettivamente una compromissione tale da richiedere un’assistenza continuativa, è comprensibile chiedersi se la valutazione sia coerente.

Cosa fare

Prima di presentare un ricorso, vi suggerisco di:

  • leggere attentamente il verbale INPS/ASL, soprattutto la motivazione del riconoscimento del comma 1;
  • far visionare il verbale a un medico legale o a un patronato esperto (ad esempio INCA, ACLI, INAS, EPACA, ecc.). Spesso riescono a valutare se esistono concrete possibilità di ottenere il comma 3. Se ritengono che la valutazione sia errata, è possibile presentare ricorso giudiziario. Per le controversie sull’invalidità civile e sulla Legge 104, di norma il procedimento passa attraverso un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) davanti al tribunale, con la nomina di un consulente tecnico d’ufficio (CTU).

È vero che danno il comma 1 per costringere al ricorso?

Non risulta che esista una direttiva o una linea guida ufficiale che imponga alle commissioni di riconoscere sistematicamente il comma 1 per poi costringere i cittadini a fare ricorso. È una convinzione che si sente talvolta riportare da alcune persone e associazioni, ma non ci sono prove di una prassi istituzionale di questo tipo.

Detto questo, è anche vero che molti riconoscimenti vengono modificati in sede giudiziaria, quando il consulente del tribunale valuta diversamente la documentazione clinica. Questo accade perché la valutazione della gravità dell’handicap può essere, in alcuni casi, oggetto di interpretazione.

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Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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