Esiste un trucco efficace per riavere i contributi non accreditati dal datore di lavoro. Scopriamo come accedere a questa importante tutela.
Ogni mese, viene sottratto dallo stipendio il 9,19% a titolo di trattenuta previdenziale a carico del datore di lavoro. Ma esiste un metodo per controllare che la contribuzione venga effettivamente accreditata?
Ebbene, i lavoratori possono accedere alla sezione “Estratto conto contributivo” del sito dell’INPS e verificare la propria anzianità contributiva. Potrebbero, tuttavia, esserci dei periodi scoperti. Se si è sicuri che il datore di lavoro ha provveduto al pagamento dei contributi, si può inviare, attraverso il sito dell’INPS, una segnalazione contributiva.
Se, invece, il datore di lavoro non ha provveduto ai versamenti, potrebbero sorgere dei problemi. In tal caso, bisogna stabilire se siano trascorsi o meno cinque anni, perché anche i contributi previdenziali si prescrivono. Nell’ipotesi in cui siano trascorsi più di cinque anni, l’INPS non può rivalersi sull’azienda.
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I contributi non versati dal datore di lavoro possono essere recuperati? Tutta la verità
Un nostro Lettore ha inviato in Redazione il seguente quesito: “Salve, mi mancano i contributi relativi a 30 anni fa, mai versati dal mio datore di lavoro. Cosa posso fare? Grazie“.

Chiariamo subito che, nonostante la prescrizione, i contributi non versati non andranno persi, perché il lavoratore ha la possibilità di riscattarli attraverso la cd. costituzione di rendita vitalizia. Per usufruirne, c’è bisogno di un documento dal quale risulti l’esistenza del rapporto di lavoro, la durata dello stesso e la retribuzione percepita.
Per la costituzione di rendita vitalizia, non è necessario possedere un numero di annualità di contribuzione minimo e la richiesta può essere effettuata in qualsiasi momento. I documenti che dimostrano l’esistenza del rapporto lavorativo, inoltre, possono essere trasmessi all’INPS anche dopo la domanda di rendita vitalizia.
La richiesta di riscatto contributivo può essere presentata non solo dal lavoratore interessato ma anche dai suoi eredi, a patto che si riferisca a un rapporto lavorativo di tipo subordinato. Di norma, nel provvedimento con il quale viene accolta l’istanza, inviato tramite raccomandata al richiedente, sono specificate le modalità per effettuare il pagamento e le relative scadenze.
Per la domanda di rendita vitalizia, si può accedere al sito ufficiale dell’INPS oppure telefonare il numero verde 803.164, gratuito da rete fissa, o lo 06.164.164, da cellulare a pagamento in base al proprio piano tariffario. Poiché la procedura necessita di una serie di passaggi, consigliamo al nostro gentile Lettore di rivolgersi a un Patronato un intermediario abilitato, per ricevere assistenza ed evitare errori.
Segnaliamo, infine, che il tempo di lavorazione delle istanze è di circa 85 giorni lavorativi, ma di norma il responsabile del procedimento va indicato dopo 30 giorni.
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