Fisco 2025: perdono 260 euro i contribuenti con il taglio delle detrazioni e maggiori controlli sul bonus 110%

Il 2025 si apre con due importanti novità fiscali che non faranno piacere né ai contribuenti né alle imprese coinvolte nei bonus edilizi. Da una parte, arriva il taglio di 260 euro alle detrazioni per chi guadagna più di 50.000 euro. Dall’altra, la giustizia fa chiarezza su chi deve restituire i soldi quando i lavori agevolati al 110% non vengono eseguiti.

Taglio secco alle detrazioni: chi perde 260 euro

Molti contribuenti con redditi medio-alti stanno scoprendo un’amara realtà nelle dichiarazioni 2025: una sforbiciata di 260 euro alle detrazioni fiscali, introdotta per controbilanciare la nuova Irpef a tre aliquote. La misura, prevista dal Dlgs 216/2023, colpisce chi supera i 50.000 euro di reddito, ma non tocca tutte le detrazioni in modo uniforme.

A essere penalizzate sono le spese detraibili al 19%, come quelle per l’istruzione dei figli, gli interessi sui mutui prima casa o i costi per l’intermediazione immobiliare. Restano invece salve le spese sanitarie e i bonus edilizi. La circolare n. 2/E/2024 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito i dettagli applicativi, ma la misura resta criticata da molti esperti, in particolare dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che ne sottolinea l’iniquità.

Pertanto, due contribuenti con lo stesso reddito possono vedersi applicare trattamenti fiscali molto diversi, semplicemente in base alla tipologia di spese sostenute. Un effetto collaterale pesante soprattutto per le famiglie con figli a carico, che rischiano di perdere più di quanto guadagnano con la riduzione dell’aliquota.

Bonus 110%, chi sbaglia paga (ma all’erario)

Se sul fronte delle detrazioni si parla di tagli, su quello dei bonus edilizi si inizia a parlare di restituzioni. Con la sentenza n. 613/2024, il Tribunale di Monza ha stabilito un principio fondamentale: i crediti d’imposta incassati per lavori mai eseguiti non vanno restituiti al committente, ma allo Stato.

Il caso riguarda un’impresa che, pur non avendo realizzato gli interventi previsti, aveva già incassato oltre 200.000 euro tramite la cessione del credito d’imposta. Il Tribunale ha confermato che il beneficiario illecito di tali crediti può essere chiamato a rispondere nei confronti dell’erario, e ha trasmesso la sentenza all’Agenzia delle Entrate per i necessari controlli e recuperi.

Un messaggio chiaro per imprese e intermediari: le verifiche stanno diventando sempre più puntuali, e i crediti incassati senza la corretta esecuzione dei lavori possono trasformarsi in responsabilità legali e finanziarie.

In effetti, il 2025 si conferma un anno di svolta per il fisco italiano: meno detrazioni per i contribuenti più abbienti e più rigore nei controlli sui bonus edilizi. Per chi opera nel settore o si trova a fare i conti con la dichiarazione dei redditi, essere informati è il primo passo per evitare sorprese (o sanzioni).

Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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