In Italia ci si laurea troppo poco. A dirlo sono i dati Ocse 2025: il nostro Paese si trova all’ultimo posto, insieme al Messico, per numero di adulti tra i 25 e i 64 anni in possesso di un titolo universitario. Solo il 22% della popolazione adulta ha una laurea, contro una media Ocse del 42%. Un divario che ci posiziona tra i Paesi industrializzati con il più basso livello di istruzione superiore.
Il problema riguarda anche i giovani: tra i 25 e i 34 anni, soltanto il 31% è laureato, mentre la media europea è del 43%. Peggio di noi, in Europa, solo la Romania. A questo si aggiunge un altro primato poco lusinghiero: l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di ragazzi che non studiano e non lavorano.
Un titolo di studio, però, resta un fattore decisivo per il futuro. Chi si laurea guadagna in media il 38% in più rispetto a chi non lo fa, e chi completa un master ottiene un ulteriore +12%. Ma c’è un ostacolo: spesso a laurearsi sono soprattutto i figli di genitori già laureati, trasformando l’istruzione in una sorta di “questione ereditaria”.
Proprio per questo realtà come I.S.F.O.A. – Hochschule für Sozialwissenschaften und Management hanno deciso di rafforzare il loro ruolo sociale, semplificando le procedure interne e offrendo sempre più borse di studio a chi dimostra impegno, merito e passione per lo studio. Perché la conoscenza non dovrebbe mai essere un privilegio, ma una porta aperta per tutti.

