Il pensionamento con APE Sociale e le tutele da rispettare

L’Ape Sociale permette di ricevere un assegno di accompagnamento alla pensione dall’età di 63 anni fino ‘età pensionabile (nel 2023 è di 67 anni).

I contributi richiesti per accedere a questa misura variano da 30 a 36 anni in base alla tutela. La proroga dell’Ape Sociale è stata prevista nella legge Finanziaria 2023 n. 197/2022. La misura sarà valida dal primo gennaio al 31 dicembre 2023 per coloro che presentono gli stessi requisiti previsti negli anni passati.

Questa forma pensionistica prevede la possibilità di ottenere un assegno dell’importo massimo di 1.500 euro lordi. L’Ape Sociale non prevede che l’assegno possa essere rivalutato annualmente, inoltre, è corrisposto per dodici mensilità.

Pensione Ape Sociale tutele

Dubbi sulle possibilità di pensionamento con APE Sociale

In merito una Lettrice ci ha posto il seguente quesito <<Vi auguro buon lavoro e grazie di cuore per il tempo che potrete dedicarmi. Ho smesso di lavorare nel 2011. Come giornalista ricevo un sussidio Inpgi dal 2017, aiuto che ammonta a 470 euro mensili circa. Mi è stato detto finora che questo sussidio sbarrava di fatto la strada a qualunque altra forma pensionistica (ho anche 32 anni di contributi Inps, tra effettivi e figurativi). Ma dal luglio 2022 l’Inpgi è confluita nell’Inps e probabilmente i miei 35 anni di contributi potrebbero dar vita a una pensione dignitosa?  L’Ape sarebbe l’ideale per me. Mi dicono che non è fattibile perché manca la lettera di licenziamento. E’ vero? Da considerare anche che il rapporto di lavoro come redattrice di un settimanale era in nero e venne riconosciuto da un giudice del lavoro, con sentenza passata in giudicato nel 2012. Ci fu un ulteriore ultimo rapporto di lavoro nel 2013 e 2014 con i voucher. Anche qui non esiste lettera di licenziamento: perché i voucher erano fini a se stessi. Attualmente non lavoro ed è mancata da poco mia mamma, che mi aiutava. Diventa importante trovare una quadra. Grazie ancora. Cordialità>>

Le tutele che danno diritto al pensionamento

L’Ape Sociale è stata creata per aiutare determinate categorie:

a) disoccupati che hanno esaurito completamente la prestazione dell’indennità di disoccupazione (con 63 anni di età e 30 anni di contributi);

b) invalidi con una percentuale invalidante >= 74% (con 63 anni di età e 30 anni di contributi);

c) i lavoratori caregiver (con 63 anni di età e 30 anni di contributi);

d) i lavoratori che svolgono un lavoro gravoso o usurante (con 63 anni di età e 36 anni di contributi);

e) per operai edili e affini, per i ceramisti (classificazione Istat 6.3.2.1.2), per i conduttori di impianti di terracotta e ceramica (classificazione Istat 7.1.3.3.), i requisiti sono: 63 anni di età e 32 anni di contributi.

Previsto uno sconto contributivo per le lavoratrici madri con uno sconto per ogni figlio, per un massimo di due anni. Ad esempio, una madre con due figli può accedere alla misura con 28 anni invece di 30 anni di contributi.

Passaggio da Inpgi a Inps: cosa cambia?

Con il passaggio dell’Inpgi all’Inps dal primo luglio 2022, anche i giornalisti possono accedere all’Ape Sociale se hanno maturato i requisiti. (Legge n. 234/2021)

Inoltre, tutte le pensioni sono adeguate alle misure vigenti. Ed esattamente:

a) la pensione di vecchiaia anche per i giornalisti si ottiene a 67 anni di età con 20 anni di contributi;

b) pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi di contributi con una finestra di tre mesi dal perfezionamento dei requisiti, per le donne i requisiti sono 41 anni e 10 mesi di contributi;

c) nel 2023 con Quota 103 con 62 anni di età e 41 anni di contributi.

Inoltre, previsto il cumulo contributivo gratuito. Resta la salvaguardia per i diritti acquisiti, in effetti la normativa prevede che coloro che hanno maturato i requisiti nella gestione INPGI entro il 30 giugno 2022, conservano i diritti del pensionamento previsti dall’INPGI.

Le circolari INPS con tutti i dettagli per approfondire l’argomento sul passaggio da Inpgi a Inps:  Circolare Inps 80/2022Circolare Inps 82/2022Circolare Inps 87/2022Circolare Inps 91/2022Circolare Inps 92/2022.

Conclusione

Nel caso specifico, anche essendoci il requisito anagrafico e contributivo, manca la tutela specifica che permette di aderire all’APE Sociale. Inoltre, bisogna approfondire se l’indennità erogata dall’ente è a titolo previdenziale per la parte di contributi INPGI versati. Consiglio di verificare con assistenza specifica la possibilità di ricongiungere la contribuzione INPS e INPGI per accedere alla pensione di vecchiaia all’età di 67 anni. L’ideale è rivolgersi a ad un legale esperto in previdenza presso un Patronato che potrà esaminare nel dettaglio la posizione contributiva.

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Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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