La nuova riforma pensioni lascia tanti dubbi su cosa succederà alla Quota 41 dopo il 25 settembre.
Le posizioni dei partiti sono distanti, e ci sono molti Lettori che potrebbero fruire di questa misura se sarebbero eliminati le restrizioni attuali (periodo precoce e tutele).
In merito un Lettore chi ha posto il seguente quesito: “Salve volevo chiedere se sarà approvata la legge Quota 41 per tutti entro quest’anno 2022 in vigore dal 1 gennaio 2023. Se si, quali saranno i tempi per dare alla azienda i tre mesi di preavviso per il pensionamento. Ad esempio se fanno la legge novembre e io dovrei dare i tre mesi di preavviso, automaticamente finirò a febbraio, oppure, decade tutto e si va direttamente al primo mese di dicembre. Grazie”
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Pensione Quota 41 per tutti nel 2023
Purtroppo, al momento c’è solo tanta indecisione e conflitto tra i partiti. La pensione quota 41 per alcuni partiti politici è considerata troppo costosa per le casse dello Stato. Difficile in clima elettorale cosa si deciderà e come affronterà la riforma pensione chi salirà in poltrona.
Sia sui tempi e sui cambiamenti della misura bisognerà attendere nuovi sviluppi. Per capire qual è la posizione dei vari partiti sulla pensione Quota 41 ecco una breve sintesi.
Il centrodestra e la riforma pensioni
Nel nono punto del suo programma, il centrodestra parla genericamente di “aumento delle pensioni minime, sociali e di invalidità” e di “flessibilità in uscita”. Non è un segreto, infatti, che la Meloni sia molto più cauta di Salvini e Berlusconi, perché è ben consapevole che le promesse che i due leader stanno facendo in questo momento costano molto.
La Lega e Quota 41
Secondo la Lega, la pensione quota 41 potrebbe essere l modo migliore per evitare di ripercorre la strada delineata dalla Fornero (la pensione di vecchiaia a 67 anni nel 2022). Inoltre, garantisce a chi ha lavorato per 41 anni di poter lasciare il lavoro. Tra l’altro, Salvini è tornato in TV con un duro attacco all’ex ministro.
Le promesse di Berlusconi
Invece, Berlusconi promette a tutti una pensione di almeno 1.000 euro. Tuttavia, le due proposte insieme costerebbero 30 miliardi all’anno. Nell’ambito della quota 41, si parla di 8 miliardi all’anno.
Proposte del PD sulle pensioni, Movimento 5 Stelle e Terzo polo
Il centrosinistra, o almeno quelli che si stringono attorno al PD (Partito Democratico), propongono pensioni che sovvenzionano chi fa lavoro nero e poi strutturano l’Ape sociale e l’Opzione donna. Questo è il terreno su cui il governo Draghi si stava più o meno muovendo in vista della scadenza di fine anno.
Tuttavia, la sinistra, che fa parte della stessa coalizione, è molto interessata alle proposte della destra, più generose in termini di pensioni. Allo stesso modo, il “Movimento 5 stelle” propone un’espansione significativa dei posti di lavoro considerati altamente redditizi; idem per l’espansione dell’Ape sociale e dell’Opzione donna. Inoltre, i giovani sono tenuti a scambiarsi gratuitamente i titoli universitari e a riconoscere i periodi di apprendistato.
Per il Terzo polo l’opzione più probabile è il ritorno alla Legge Fornero. Non c’è una particolare necessità di cambiare.
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