Pensione VO, si può lavorare o mi riducono l’assegno mensile?

La pensione VO è una prestazione previdenziale riconosciuta dall’INPS al lavoratore che ha raggiunto determinati requisiti.

In effetti, le varie misure previdenziali si identificano con sigle, si tratta di una classificazione operata dall’INPS che identifica la propria pensione. Ad esempio: la pensione di vecchiaia e quella di anzianità hanno come sigla “VO“; quelle dei superstiti con sigla “SO”;  prestazioni di invalidità hanno la sigla “IO”. Se le pensioni sono erogate con il cumulo contributivo (legge 228/2012) la sigla cambia e diventa rispettivamente: VOCUM; SOCUM e IOCUM.

Negli ultimi anni le sigle delle prestazioni sono aumentate per effetto di numerose prestazioni aggiuntive che accompagnano la pensione. Ad esempio, il contratto di espansione “ESPA”, l’ape sociale “APESOCIAL” e l’assegno di isopensione “VESO92″. Le sigle sono davvero tante e classificano ogni prestazione previdenziale e assistenziale.

Pensione VO: si può lavorare?

Una Lettrice ci ha posto il seguente quesito: “Buonasera sig.ra Angelina, volevo dei chiarimenti: sono una pensionata di 69 anni. Percepisco una pensione VO con 25 anni di contributi. Ho ricevuto una proposta di lavoro di 12 ore settimanali. Volevo sapere se firmo il contratto mi porterà problemi alla mia pensione? Grazie mille”.

In riferimento alla pensione “VO”, la normativa previdenziale prevede che i pensionati che percepiscono tale prestazione, possono lavorare senza alcun vincolo, sia come lavoratore dipendente sia come lavoratore autonomo. Il reddito di lavoro e cumulabile con il reddito da pensione. 

Non ci sono conseguenze sul pagamento della pensione, l’unico aspetto negativo è quello fiscale, in quanto il reddito da lavoro si sommerà a quello di pensione e può comportare un passaggio di scaglione reddituale con un cambio di aliquota IRPEF. Da questo passaggio scaturisce un conguaglio fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

I contributi di lavoro maturati durante la pensione, non si perdono. L’integrazione della pensione non è automatica, il pensionato dovrà chiedere all’INPS il supplemento della pensione.

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Conclusioni

In risposta alla nostra Lettrice, può firmare il contratto di lavoro in quanto, con la pensione di vecchiaia, i redditi di lavoro sono cumulabili con quelli da pensione. Inoltre, i contributi pagati dal datore di lavoro mentre si percepisce la pensione possono essere recuperati con la domanda all’INPS del supplemento pensione. Trova qui la scheda INPS con tutte le informazioni per inoltrare domanda del: supplemento di pensione per i pensionati che continuano a lavorare.

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Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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