Politica espansionistica della FED oggi: i tassi fino al 4,75%

La politica espansionistica della FED cambia volto e aumenta i tassi di interesse, previsti nuovi ritocchi entro la fine dell’anno. 

La Federal Reserve statunitense adotta la politica espansionistica ogni volta che abbassa il tasso di interesse sui fondi federali o il tasso di sconto. In effetti, mette in atto la strategia che permette di diminuire le riserve obbligatorie per le banche o acquistare buoni del Tesoro sul mercato aperto. Tale strategia ha cambiato volto con il primo aumento dei tassi di interesse nel 2022, una scelta “storica” che ha aumentato il costo del denaro. 

Politica espansionistica della FED: la decisione del 2020 di non aumentare i tassi 

La Federal Reserve (FED) il 27 agosto 2020 ha annunciato che non avrebbe aumentato più i tassi di interesse a causa della disoccupazione che scende al di sotto di un certo livello se l’inflazione si mantiene bassa. La FED ha modificato anche il suo obiettivo di inflazione ad una media; questo significa che consentiva all’inflazione di salire leggermente al di sopra del 2% per compensare i periodi in cui era inferiore al 2%. La nuova strategia messa in atto nel 2020 dalla FED prevedeva che i tassi di interesse non sarebbero più aumentati; questo anche se il tasso di disoccupazione era considerato “troppo basso”. In effetti, lo sguardo era rivolto ad un eventuale surplus di occupazione.

Pertanto, il valore di disoccupazione minimo sostenibile, non era più considerato un criterio decisionale se non si presentavano altri segnali che avrebbero fatto leva sui prezzi. Inoltre, in concomitanza del cambiamento, la FED inviava il suo messaggio ai mercati finanziari, chiarendo che, se anche l’inflazione arrivava oltre il 2%, la politica espansionistica di tenere bassi i tassi di interesse non sarebbe stata toccata. Anzi, l’obiettivo era quello di mettere in atto una prospettiva più ampia, guardando alla media del tasso di inflazione su un fattore temporale più lungo.

La decisione storica della FED oggi

La Federal Reserve nel 2022 ha aumentato i tassi di interesse dello 0,5%.  Si tratta di una scelta “storica”, perché l’ultima volta che un governatore della FED ha aumentato i tassi di interesse risale al 2000. Alzare i tassi di interesse significa che la banca centrale americana ha deciso di aumentare il costo del denaro, portandolo all’interno di una forbice che oscilla tra lo 0,75% e l’1%. Inoltre, la banca centrale USA ha lanciato il quantitative tightening, ovvero la progressiva riduzione di liquidità nel mercato all’interno del programma del tapering. In sostanza, ha attivato il rallentamento, da parte della banca centrale, del quantitative easing (lo strumento di politica monetaria espansiva) attraverso il quale è possibile l’acquisto di obbligazioni o anche titoli per stimolare la crescita economica e tenere a freno l’inflazione. 

Dal 2021 i tassi di interesse sono rimasti bassissimi, tra lo 0% e lo 0,25%.  La strategia dettata dalla crisi economica, già in corso prima della pandemia, ha permesso a molti investitori di effettuare anche investimenti a rischio in quanto indebitarsi costava poco, perché l’interesse da restituire era basso. Adesso contrarre un mutuo o un prestito costa molto di più. 

Federal Reserve (Wikipedia)

Perché la FED ha cambiato rotta?

La Fed ha annunciato che ci saranno nuovi aumenti. L’obiettivo è quello di portare i tassi di interesse alla fine dell’anno tra il 4% e il 4,75%, salvo imprevisti legati agli eventi attuali, in primis l’esito della guerra. A dare l’allarme dell’accelerazione della politica monetaria, è il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari.

Il motivo di tale aumento è legato all’inflazione che negli Stati Uniti ha raggiunto l’8,5% nel mese di aprile. Questo significa che i prezzi al consumo, rispetto allo stesso periodo del 2021, sono cresciuti dell’8,5%. Le banche centrali hanno il compito di controllare l’oscillazione dei prezzi. La BCE e la FED hanno stabilito che la crescita deve mantenersi intorno al target del 2%. 

Il rischio di un’inflazione troppo alta comporta l’erosione del potere di acquisto delle famiglie e potrebbe generare condizioni estremamente negative per l’intera economia, come ad esempio la stagflazione (aumento della disoccupazione, inflazione e crescita economica stagnante). 

Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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