Reddito di cittadinanza e residenza decennale: la Cassazione solleva dubbi di legittimità europea

Il Reddito di cittadinanza continua a sollevare contraddizioni e mette l’Italia in una posizione scomoda. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 31/2025 depositata il 20 marzo 2025, ha sollevato una questione di compatibilità tra la normativa italiana sul Reddito di cittadinanza e il diritto dell’Unione Europea.

La Corte ha esaminato il requisito della residenza decennale, con almeno gli ultimi due anni continuativi, previsto per l’accesso alla misura di sostegno economico introdotta dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito nella legge 28 marzo 2019, n. 26.

Reddito di cittadinanza e nodo della residenza decennale

L’art. 2, comma 1, lettera a), n. 2 del citato decreto-legge stabilisce che per beneficiare del Reddito di cittadinanza, il richiedente debba aver risieduto in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione. Tale previsione, secondo la Cassazione, potrebbe configurare una discriminazione indiretta nei confronti dei cittadini di altri Stati membri dell’Unione Europea.

L’argomento della Corte si basa sull’osservazione che la maggior parte dei non residenti in Italia sono cittadini europei e che il requisito decennale, seppur formalmente neutro, finisce per penalizzare soprattutto questi ultimi. La normativa italiana, pertanto, potrebbe essere in contrasto con i principi fondamentali dell’UE in materia di non discriminazione e libera circolazione.

Reddito di cittadinanza in contrasto con il diritto comunitario

La Cassazione ha evidenziato il possibile conflitto della normativa italiana con:

  • Il principio di parità di trattamento sancito dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (CDFUE);
  • La Direttiva 2004/38/CE, che garantisce la libera circolazione e il diritto di soggiorno dei cittadini europei negli Stati membri;
  • Il Regolamento UE n. 492/2011, che tutela l’accesso ai vantaggi sociali senza discriminazioni basate sulla nazionalità;
  • La libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione, un principio cardine del mercato unico europeo.

Secondo la Corte, il requisito della residenza decennale potrebbe costituire una misura sproporzionata rispetto all’obiettivo di garantire l’integrazione sociale dei beneficiari. In particolare, la norma sembra orientata ad aiutare solo coloro che risultano radicati nel territorio, senza considerare il reale stato di bisogno economico del richiedente.

Una possibile soluzione intermedia

In via subordinata, la Cassazione nella sentenza n. 31 del 12 febbraio 2025, depositata il 20 marzo 2025, ha suggerito una possibile modifica della normativa, che preveda un requisito di residenza di almeno cinque anni, di cui gli ultimi due continuativi, per i cittadini di altri Stati membri dell’UE. Questa soluzione potrebbe rappresentare un compromesso tra la necessità di garantire un certo livello di integrazione e il rispetto del principio di non discriminazione.

Prospettive future: bilanciare il diritto all’assistenza sociale

La questione sollevata dalla Cassazione potrebbe aprire la strada a un intervento normativo o a un possibile rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per verificare la compatibilità della disciplina italiana con il diritto comunitario. Se la normativa dovesse essere ritenuta in contrasto con i principi europei, il legislatore italiano potrebbe essere chiamato a modificarla per evitare il rischio di sanzioni o annullamenti giudiziari.

In attesa di ulteriori sviluppi, resta il dibattito sull’opportunità di bilanciare il diritto all’assistenza sociale con il principio di libera circolazione, nel rispetto dei vincoli imposti dall’Unione Europea.

Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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