Anticipare la pensione è il desiderio di tutti gli italiani. Il sistema pensionistico prevede varie forme con agevolazioni per il lavoro usurante e precoce.
Un Lettore, attraverso il nostro canale WhatsApp, chiede: “Vorrei informazioni su pensioni usuranti e precoci“.
Possono anticipare la pensione, i lavoratori che svolgono un’attività usurante per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni o almeno metà della vita lavorativa. Rientrano in questa categoria, ad esempio, i lavoratori addetti alla catena di montaggio, i conducenti di veicoli del servizio pubblico, i dipendenti che svolgono turni notturni.
Pensione anticipata e lavoro notturno: il requisito dei giorni
Il lavoro notturno deve coincidere con almeno 78 giorni lavorativi all’anno, e possono anticipare la pensione con la quota 97,6. Questa misura prevede la somma tra anzianità contributiva ed età anagrafica, ad esempio: anzianità contributiva di 35 anni ed età minima di 61 anni e 7 mesi.
Se il lavoro notturno è svolto per meno di 78 giorni all’anno, i requisiti di età e di quota pensionistica aumentano di due anni per chi lavora da 64 a 71 giorni, e di un anno per chi lavora da 72 a 77 giorni. È importante notare una novità introdotta dalla legge di bilancio 2018, in vigore dal 1° gennaio 2018.
Questa modifica prevede che i lavoratori del settore industriale che operano su turni di 12 ore, in base a contratti collettivi firmati entro il 31 dicembre 2016 e che effettuano meno di 78 giorni di lavoro notturno, vedano i giorni lavorativi effettivamente svolti moltiplicati per un coefficiente di 1,5 (per ulteriori dettagli, si rimanda alla fonte).
Lavoro precoce e pensionamento solo con i contributi
Oltre, all’attività lavorativa usurante è possibile anticipare la pensione con la Quota 41. Si tratta di una misura pensionistica dedicata ai lavoratori precoci (coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contributi, prima del compimento del diciannovesimo anno di età). La Quota 41 prevede il pensionamento solo con l’anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica.
I requisiti richiesti sono: anzianità contributiva di 41 anni; almeno un anno di contributi prima del compimento dei 19 anni; appartenere ad una delle 4 categorie di tutela.
Quota 41 e categorie di tutela
Le categorie di tutela sono:
- il lavoro gravoso svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni o per almeno sei anni negli ultimi 7 anni prima della domanda di pensione;
- lavoratori caregiver che assistono da almeno 6 mesi dall’atto della domanda un familiare di primo grado con handicap grave convivente. Dal 2018 sono stati inclusi anche i familiari di secondo grado nel caso i genitori o il coniuge della persona con handicap grave, si trovino in situazione di gravità o abbiano compiuto 70 anni o anch’essi affetti da patologie invalidanti o mancanti o deceduti;
- lavoratori disabili con una percentuale superiore o uguale al 74%;
- lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro e hanno terminato di percepire la NASPI almeno da tre mesi dalla presentazione della domanda.
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