Tutto su Opzione Donna 2025: novità e requisiti per un futuro sereno

Opzione Donna è la misura che dà la possibilità alle donne lavoratrici di ottenere l’accesso anticipato alla pensione, se rispondenti a determinati requisiti.

Nel corso delle varie legislature, Opzione Donna ha subito modifiche e aggiornamenti, e anche per il 2025 spiccano alcune novità, sebbene al momento sembra non ci siano sostanziali cambiamenti rispetto alle condizioni previste nel 2024. Andiamo a scoprire come funziona questa misura rivolta alle donne lavoratrici e chi può fare la domanda con i requisiti previsti maturati al 31 dicembre 2024.

Inizialmente, le donne lavoratrici potevano accedere alla pensione anticipata se al 31 dicembre avevano maturato un’anzianità contributiva di 35 anni e un’età anagrafica di 58 anni se dipendenti. L’età anagrafica saliva a 59 anni in caso di lavoratrici autonome.

Le condizioni per attivare Opzione Donna, oltre che quelli anagrafiche e contributive, erano anche la rispondenza a ulteriori status nonché l’obbligo di “optare per la liquidazione del trattamento pensionistico con le regole del sistema contributivo previste dal Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 180“. (Circolare n. 59 del 03/05/2024)

Opzione Donna 2025, chi può accedere alla pensione anticipata

La Legge di Bilancio 2025 ha preso in esame anche la rivisitazione delle attuali normative inerenti Opzione Donna; attualmente vi sono poche variazioni all’orizzonte e si attendono conferme, ma le linee guida sostanziali sembrano già decise.

Pensione Opzione donna
Opzione Donna 2025, chi può accedere alla pensione anticipata (Bonus24Ore.it)

Oggi le donne lavoratrici che vorranno accedere alla pensione anticipata dovranno rispondere a determinati requisiti in essere al 31 dicembre 2024. Spicca l’aumento dell’età anagrafica che sale a 61 anni, condizione che di fatto lima la percentuale di donne lavoratrici che potranno accedere alla misura. Più specificatamente, ecco i requisiti previsti:

  • età anagrafica di 61 anni con almeno 35 anni di contributi;
  • donne lavoratrici dipendenti;
  • donne lavoratrici licenziate: in questo caso è necessario anche che sia in essere una trattativa per la gestione delle necessità aziendali che hanno portato alla riduzione del personale; inoltre, indipendentemente dal numero di figli, l’età per accedere alla misura è fissata a 59 anni;
  • l’età anagrafica scende anche in caso di madri lavoratrici con 1 o 2+ figli: rispettivamente per le prime viene calcolata in 1 anno in meno mentre per le seconde 2 anni di meno. L’abbattimento massimo previsto è di 2 anni anche in caso di più di 2 figli;
  • lavoratrici che hanno una riduzione della capacità lavorativa certificata dall’INPS tramite l’apposita Commissione, pari al 74% o superiore;
  • lavoratrici che da almeno 6 mesi assistono disabili gravi (con Legge 104).

Tutti questi requisiti devono essere riscontrabili al momento della presentazione della domanda di accesso a Opzione Donna.

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Quanto tempo ci vuole prima di ottenere la pensione anticipata?

Le tempistiche per l’accertamento dei requisiti e la conseguente erogazione della misura sono diversi in base alla condizione della donna lavoratrice. Prevista una finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 8 mesi per le lavoratrici autonome.

Va ricordato, infine, che la lavoratrice interessata all’accesso a Opzione Donna possono fare domanda anche in seguito all’aver maturato i requisiti necessari, ma che l’accettazione delle condizioni previste dal Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 180 possono penalizzare l’assegno anche fino al 35%. Molto dipende dalla continuità della vita lavorativa, le carriere discontinue sono quelle più penalizzate.

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