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Investimenti sostenibili 4.0, parte la corsa agli incentivi: 448 milioni per innovazione e transizione green delle PMI

Nuove risorse per la trasformazione digitale e ambientale delle imprese italiane. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy apre il bando “Investimenti sostenibili 4.0” con una dotazione da 448 milioni di euro destinata alle PMI del Mezzogiorno. Un intervento che punta su innovazione tecnologica, economia circolare ed efficientamento produttivo.

Industria 4.0, transizione ecologica, PMI innovative, digitalizzazione dei processi, sostenibilità industriale e Made in Italy tornano al centro delle politiche pubbliche.
Il nuovo intervento promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy riaccende l’attenzione sulle imprese che vogliono investire in tecnologie avanzate e modelli produttivi più sostenibili.

La misura “Investimenti sostenibili 4.0” mette sul tavolo centinaia di milioni di euro e guarda in particolare alle aziende del Sud Italia. L’obiettivo riguarda la competitività del sistema produttivo, ma anche la capacità delle imprese di affrontare le sfide energetiche e ambientali. Il piano sostiene programmi legati a innovazione, risparmio energetico e trasformazione digitale.

Le risorse arrivano nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027. Il bando coinvolge micro, piccole e medie imprese e punta su investimenti ad alto contenuto tecnologico. Le aziende interessate dovranno presentare programmi coerenti con il paradigma 4.0 e con gli obiettivi di sostenibilità.
Il nuovo sportello potrebbe rappresentare un’opportunità strategica per chi vuole modernizzare impianti e processi produttivi.

Il provvedimento si inserisce inoltre nel percorso nazionale di rafforzamento della competitività industriale.

Investimenti sostenibili 4.0: cos’è il nuovo bando del MIMIT

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’apertura del nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0”, una misura che mette a disposizione 448 milioni di euro per sostenere la crescita tecnologica e sostenibile delle PMI.

L’iniziativa punta a favorire nuovi programmi di investimento innovativi e sostenibili, con particolare attenzione alla trasformazione digitale e alla transizione ecologica delle attività produttive.

Le risorse finanziano programmi imprenditoriali capaci di:

  • favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare;
    migliorare la sostenibilità energetica dell’azienda;
  • introdurre tecnologie innovative coerenti con il piano Industria 4.0;
    aumentare l’efficienza dei processi produttivi.

Il bando interessa le micro, piccole e medie imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno.

Quanto vale la misura e da dove arrivano i fondi

La dotazione complessiva raggiunge i 448 milioni di euro.

Il finanziamento rientra nel Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 e utilizza risorse europee e nazionali dedicate allo sviluppo produttivo e alla competitività delle imprese.

Secondo quanto comunicato dal MIMIT, il nuovo intervento sostiene investimenti innovativi con un forte orientamento alla sostenibilità ambientale e digitale.

L’obiettivo consiste nel rafforzare il tessuto imprenditoriale e accelerare la modernizzazione delle PMI attraverso strumenti tecnologici avanzati.

Quali investimenti possono diventare strategici per le imprese
La misura guarda soprattutto ai progetti che integrano innovazione tecnologica e sostenibilità.

In pratica, un’impresa potrebbe utilizzare il contributo per:

  • acquistare nuovi macchinari digitali;
  • introdurre sistemi automatizzati di produzione;
  • ridurre i consumi energetici;
  • migliorare la gestione delle risorse produttive;
  • sviluppare processi industriali più efficienti e sostenibili.

Il riferimento al paradigma 4.0 richiama investimenti collegati alla digitalizzazione industriale, all’interconnessione dei sistemi produttivi e all’innovazione tecnologica.

Parallelamente, il bando valorizza anche gli interventi legati all’economia circolare e alla riduzione dell’impatto ambientale.

Perché il bando può incidere sulla competitività delle PMI

Il nuovo piano del MIMIT arriva in una fase in cui molte imprese cercano strumenti per affrontare costi energetici elevati, concorrenza internazionale e necessità di modernizzazione produttiva.

La possibilità di accedere a contributi dedicati alla sostenibilità e all’innovazione potrebbe aiutare numerose aziende ad accelerare investimenti già programmati oppure rinviati per motivi economici. La misura si collega inoltre agli obiettivi europei di transizione ecologica e digitale, sempre più centrali nelle strategie industriali.

Per molte PMI del Sud Italia, il bando potrebbe rappresentare un’occasione concreta per rafforzare competitività, produttività e capacità di innovazione.

Pagamenti INPS di giugno 2026: tutte le date da controllare per pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

Giugno si apre con un nuovo calendario di pagamenti INPS che interessa milioni di cittadini tra pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione e Carta Acquisti. Alcune date risultano già fissate, mentre altre dipendono dalla lavorazione delle pratiche e dai controlli sui requisiti. Ecco cosa sapere per evitare ritardi e verificare gli accrediti.

Pagamenti INPS, calendario giugno 2026, pensioni, Assegno Unico, NASpI, DIS-COLL, Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Carta Acquisti e cedolino INPS diventano protagonisti anche questo mese.

L’Istituto nazionale della previdenza sociale ha infatti definito le finestre di accredito delle principali prestazioni economiche rivolte a pensionati, famiglie, disoccupati e nuclei fragili.
Le date cambiano in base alla misura erogata, ma anche in relazione alla situazione personale del beneficiario, all’ISEE aggiornato e allo stato della domanda. Per molte prestazioni non esiste infatti un giorno unico valido per tutti.

Le pensioni seguiranno il calendario ordinario del primo giorno bancabile del mese, mentre per NASpI e DIS-COLL i tempi resteranno collegati alla singola pratica.
Grande attenzione anche all’Assegno Unico, soprattutto per chi deve ancora aggiornare la DSU e l’ISEE entro le scadenze previste.

Nel mese di giugno proseguono inoltre le ricariche dell’Assegno di Inclusione e del Supporto Formazione e Lavoro, con date differenti tra prime erogazioni e rinnovi mensili.
Molti utenti controllano quotidianamente il Fascicolo previdenziale INPS per verificare accrediti, importi e possibili ritardi. Anche online aumentano le richieste di chiarimenti sulle tempistiche effettive dei pagamenti e sulle verifiche da effettuare in caso di somme non ancora disponibili.

Pensioni giugno 2026: quando arriva il pagamento

Le pensioni INPS di giugno 2026 verranno pagate da lunedì 1° giugno, primo giorno bancabile del mese.

L’accredito interesserà:

  • conti correnti bancari;
  • libretti postali;
  • Conto BancoPosta;
  • carte abilitate ai pagamenti.

Chi ritira la pensione in contanti presso Poste Italiane dovrà invece seguire il calendario alfabetico predisposto dagli uffici postali.

Nel cedolino pensione pubblicato online sul sito INPS possono comparire:

  • trattenute fiscali;
  • addizionali regionali e comunali;
  • conguagli;
  • recuperi di somme indebite;
  • cessioni del quinto;
  • quote associative.

Il pagamento in contanti resta consentito solo per importi complessivi fino a 1.000 euro netti.

Assegno Unico, ADI e SFL: le date di giugno

Per l’Assegno Unico Universale, i pagamenti di giugno risultano previsti nelle giornate del 18 e 19 giugno per le prestazioni già attive e senza variazioni.

Le nuove domande o le posizioni aggiornate con modifiche ISEE, conguagli o variazioni familiari seguono invece tempistiche differenti.

Giugno rappresenta inoltre un mese decisivo per chi deve aggiornare la DSU:

  • chi presenta l’ISEE entro il 30 giugno può ottenere il ricalcolo degli importi da marzo;
  • eventuali arretrati vengono riconosciuti successivamente.

Per l’Assegno di Inclusione, l’INPS distingue tra:

  • prime erogazioni e arretrati previsti il 16 giugno;
  • rinnovi mensili previsti il 26 giugno.

Le stesse finestre temporali interessano anche il Supporto Formazione e Lavoro, legato alla verifica delle attività e dei requisiti previsti dal programma.

NASpI e DIS-COLL: perché le date cambiano da persona a persona

Le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL non seguono un calendario unico nazionale.

L’accredito dipende infatti da:

  • decorrenza della prestazione;
  • data di presentazione della domanda;
  • lavorazione della pratica;
  • eventuali sospensioni;
  • comunicazioni reddituali ancora da verificare.

Per questo motivo l’INPS invita i beneficiari a controllare:

  • Fascicolo previdenziale del cittadino;
  • servizio “stato pagamenti” disponibile online tramite SPID, CIE o CNS.

Anche nelle discussioni online molti utenti segnalano dubbi sui tempi delle lavorazioni e sugli accrediti ancora in verifica, soprattutto per bonus e misure collegate alle nuove domande INPS.

Carta Acquisti e verifiche online: il caso pratico

La Carta Acquisti continua a prevedere la ricarica bimestrale da 80 euro destinata a over 65 e famiglie con bambini sotto i tre anni che rispettano i requisiti economici previsti.

Per il bimestre maggio-giugno, molti accrediti risultano già effettuati nel mese precedente.
Chi non visualizza la ricarica deve verificare:

  • stato della carta;
  • eventuali anomalie della pratica;
  • aggiornamento dei requisiti richiesti.

Ad esempio, un percettore NASpI che non riceve il pagamento nella data attesa può accedere al Fascicolo previdenziale INPS e controllare:

  • disposizione del pagamento;
  • data prevista di accredito;
  • eventuali sospensioni o verifiche in corso.

La verifica online resta oggi il sistema più rapido per monitorare pensioni, indennità e prestazioni assistenziali senza attendere comunicazioni cartacee dell’Istituto.

Pensioni giugno 2026, cambia il cedolino: chi riceve il pagamento il 1° giugno e cosa controllare subito

Le pensioni INPS di giugno 2026 arrivano con il calendario ordinario del primo giorno bancabile, ma molti pensionati stanno già verificando il cedolino per controllare trattenute, conguagli fiscali e possibili variazioni dell’importo. Tra accrediti in banca, pagamenti alle Poste e controlli online, ecco cosa sapere sul nuovo rateo pensionistico.

Pensioni giugno 2026, cedolino INPS, pagamento pensione, Poste Italiane, trattenute IRPEF, conguagli fiscali, accredito bancario, ObisM, pensionati INPS e calendario pagamenti tornano al centro dell’attenzione di milioni di cittadini.

L’avvio del nuovo mese coincide infatti con l’accredito delle prestazioni previdenziali e con la pubblicazione del cedolino aggiornato sul portale INPS. Molti pensionati controllano già online eventuali variazioni dell’importo rispetto ai mesi precedenti, soprattutto in presenza di trattenute fiscali, addizionali regionali e recuperi di somme.

Il mese di giugno rappresenta inoltre un passaggio importante per chi riceve la pensione in contanti presso Poste Italiane, dove il ritiro segue specifiche modalità organizzative. L’INPS continua intanto a rendere disponibili servizi digitali per monitorare importi, pagamenti e documenti previdenziali direttamente dal Fascicolo del pensionato. Anche il modello ObisM aggiornato permette di verificare importi annui, trattenute e dettagli della prestazione pensionistica.

Le discussioni online mostrano crescente attenzione verso aumenti, arretrati e controlli fiscali presenti nei cedolini del 2026. Molti utenti cercano infatti chiarimenti sulle date di accredito, sulle differenze tra banca e Poste e sulle motivazioni di eventuali riduzioni dell’assegno mensile.

Quando viene pagata la pensione di giugno 2026

L’INPS ha confermato che il pagamento delle pensioni di giugno 2026 avverrà lunedì 1° giugno, primo giorno bancabile del mese.

La data riguarda:

  • accrediti su conto corrente bancario;
  • libretti postali;
  • Conto BancoPosta;
  • carte abilitate ai pagamenti pensionistici.

Il calendario segue la regola generale prevista dall’INPS:

  • pagamento il primo giorno bancabile del mese;
  • eccezione solo per gennaio, quando il versamento slitta al secondo giorno bancabile.

Chi ritira la pensione in contanti presso Poste Italiane dovrà invece seguire la turnazione alfabetica organizzata dagli uffici postali.

Il 2 giugno, Festa della Repubblica, comporta inoltre una diversa organizzazione delle giornate di ritiro successive presso alcuni sportelli.

Cedolino pensione INPS: cosa controllare subito

Il cedolino pensione di giugno risulta già consultabile online attraverso il servizio dedicato disponibile sul portale INPS.

Nel documento possono comparire:

  • trattenute IRPEF;
  • addizionali regionali e comunali;
  • conguagli fiscali;
  • recuperi di somme indebite;
  • cessioni del quinto;
  • trattenute associative.

Attraverso il servizio “Cedolino pensione”, il pensionato può:

  • verificare l’importo mensile;
  • controllare le variazioni rispetto ai mesi precedenti;
  • consultare il modello ObisM;
  • aggiornare dati di pagamento e coordinate bancarie.

L’accesso avviene tramite:

  • SPID;
  • Carta d’Identità Elettronica;
  • CNS.

Molti pensionati utilizzano anche l’app INPS Mobile per monitorare accrediti e documentazione previdenziale direttamente da smartphone.

Aumenti e arretrati: cosa emerge sul rateo di giugno

Secondo diverse anticipazioni sul cedolino di giugno 2026, alcuni pensionati potrebbero visualizzare aumenti e arretrati collegati alla rivalutazione prevista dalla Legge di Bilancio 2026.

Le somme riguarderebbero:

  • adeguamenti legati all’inflazione;
  • arretrati maturati da gennaio a maggio 2026.

L’INPS aveva già confermato che gli importi pensionistici 2026 seguono le nuove disposizioni previste dalla normativa approvata a fine 2025.

Anche online molti pensionati discutono:

  • differenze tra importi attesi e importi accreditati;
  • trattenute fiscali inattese;
  • verifiche sugli arretrati;
  • rivalutazioni collegate all’inflazione.

Il controllo del cedolino resta quindi fondamentale per comprendere eventuali variazioni dell’assegno mensile.

Come verificare il pagamento: il caso pratico

Un pensionato che non visualizza l’accredito il 1° giugno può:

  • attendere alcune ore tecniche bancarie;
  • controllare il cedolino online;
  • verificare le coordinate IBAN registrate presso l’INPS.

Chi ritira la pensione in contanti deve invece rispettare la turnazione predisposta da Poste Italiane.

Ad esempio, un pensionato che nota un importo inferiore rispetto a maggio può accedere al servizio “Cedolino pensione” e controllare:

  • presenza di trattenute fiscali;
  • conguagli IRPEF;
  • recuperi di somme;
  • eventuali variazioni regionali o comunali.

Il servizio online dell’INPS permette inoltre di scaricare il modello ObisM e confrontare i diversi ratei pensionistici dell’anno direttamente dal Fascicolo previdenziale personale.

Previdenza complementare, arriva il nuovo portale: cambia tutto per fondi pensione, TFR e pensione integrativa

Debutta il nuovo portale dedicato alla previdenza complementare, uno spazio informativo pensato per aiutare lavoratori e cittadini a orientarsi tra fondi pensione, TFR e pensione integrativa. L’iniziativa arriva mentre la Legge di Bilancio 2026 introduce nuove regole su silenzio-assenso, deduzioni fiscali e portabilità dei fondi.

Previdenza complementare, fondi pensione, TFR, pensione integrativa, Ministero del Lavoro, COVIP, deducibilità fiscale, silenzio-assenso e portabilità dei fondi pensione diventano sempre più centrali nel dibattito previdenziale italiano.

Il sistema pensionistico italiano sta infatti attraversando una fase di trasformazione che spinge lavoratori e imprese a guardare con maggiore attenzione alle forme integrative.
In questo scenario nasce il nuovo portale dedicato alla previdenza complementare, realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme al Consiglio Nazionale Giovani e a Mefop.

L’obiettivo consiste nel rendere più semplici e accessibili informazioni spesso considerate tecniche o difficili da comprendere.

Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 hanno infatti modificato diversi aspetti della previdenza integrativa, dal conferimento del TFR fino alla maggiore libertà di trasferimento tra fondi pensione. Molti lavoratori cercano oggi chiarimenti su deduzioni fiscali, rendimenti, tassazione e modalità di adesione.

Anche online cresce il confronto tra fondi negoziali, fondi aperti e PIP, soprattutto tra chi desidera costruire una pensione futura più solida rispetto alla sola previdenza obbligatoria.
Il nuovo portale punta quindi a offrire strumenti pratici, guide e contenuti aggiornati per accompagnare cittadini e aziende nelle nuove regole previdenziali.

Nuovo portale previdenza complementare: cosa offre ai lavoratori

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha annunciato l’attivazione del nuovo portale dedicato alla previdenza complementare.

La piattaforma nasce con l’obiettivo di spiegare:

  • come funziona la previdenza complementare;
  • quali tipologie di fondi pensione esistono;
  • come aderire;
  • quali vantaggi fiscali sono previsti;
  • come gestire il TFR.

Il portale include:

  • contenuti informativi aggiornati;
  • guide pratiche;
  • materiali interattivi;
  • spiegazioni sulle novità normative.

Secondo quanto comunicato dal Ministero, il progetto vuole aiutare lavoratrici, lavoratori e datori di lavoro a comprendere meglio le opportunità offerte dalla pensione integrativa.

Il Ministro del Lavoro Marina Calderone ha sottolineato l’importanza di fornire informazioni chiare per permettere ai cittadini di pianificare il proprio futuro previdenziale.

Le novità 2026 su TFR e fondi pensione

Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 rafforzano il ruolo della previdenza complementare nel sistema pensionistico italiano.

Tra le principali novità emergono:

  • aumento della deducibilità fiscale dei contributi fino a 5.300 euro;
  • nuovo meccanismo di silenzio-assenso sul TFR;
  • maggiore libertà nella portabilità dei fondi pensione;
  • introduzione della rendita a durata definita.

Dal 1° luglio 2026 il TFR maturato potrà confluire automaticamente nel fondo pensione se il lavoratore non esprime una scelta contraria entro 60 giorni dall’assunzione.

La normativa punta inoltre a rendere più semplice il trasferimento della posizione previdenziale tra diversi fondi pensione.

La COVIP, autorità di vigilanza del settore, continua parallelamente a monitorare trasparenza, contributi e funzionamento delle forme pensionistiche complementari.

Fondi pensione e dubbi dei lavoratori: cosa emerge online
Anche nelle community dedicate a risparmio e previdenza cresce il confronto sulle strategie migliori per costruire una pensione integrativa.

Molti utenti discutono:

  • convenienza dei fondi di categoria;
  • vantaggi fiscali;
  • contributo del datore di lavoro;
  • differenze tra comparti azionari e obbligazionari.

Alcuni lavoratori valutano di utilizzare il fondo pensione di categoria per ottenere il contributo aziendale e affiancare successivamente un fondo aperto per aumentare la componente azionaria dell’investimento previdenziale.

Altri utenti, invece, seguono con attenzione le novità sulla portabilità dei fondi pensione previste dalla normativa 2026, in attesa dei chiarimenti operativi della COVIP.

Le discussioni online mostrano inoltre una crescente attenzione verso il rendimento del TFR destinato alla previdenza complementare e verso le nuove modalità di rivalutazione adottate da alcuni fondi.

Come funziona nella pratica: il caso concreto

Un lavoratore neoassunto nel 2026 dovrà valutare entro 60 giorni se lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione.

Se non esprime alcuna scelta, scatterà il meccanismo automatico di conferimento previsto dal silenzio-assenso.

Chi aderisce alla previdenza complementare può ottenere:

  • vantaggi fiscali sui contributi versati;
  • eventuale contributo del datore di lavoro;
  • una pensione integrativa aggiuntiva rispetto a quella INPS.

Ad esempio, un lavoratore dipendente può utilizzare il nuovo portale per confrontare le diverse forme pensionistiche, verificare le modalità di adesione e comprendere quale soluzione si adatta meglio alla propria situazione lavorativa e reddituale

ISFOA inaugura il primo corso di laurea al mondo in Trading Operativo sui Mercati Globali

Un nuovo traguardo nel panorama della formazione accademica internazionale prende forma grazie a ISFOA – Hochschule für Sozialwissenschaften und Management, prestigioso ateneo digitale elvetico di diritto internazionale, che annuncia l’avvio del primo ed unico Corso di Laurea al mondo in Trading Operativo sui Mercati Globali, Finanziari, Merci, Materie Prime e Valute.

L’iniziativa rappresenta una svolta storica nel settore universitario internazionale, introducendo un percorso altamente specialistico dedicato all’operatività reale sui mercati finanziari globali, con una visione moderna, concreta e orientata alle competenze professionali immediatamente spendibili.

A guidare e coordinare il nuovo progetto accademico sarà Gerardo Marciano, figura di riferimento internazionale nel settore della finanza operativa e dell’editoria economico-finanziaria. Marciano è noto per aver fondato nel 2007 Proiezioni di Borsa, il primo sito italiano certificato da Alexa – gruppo Amazon – che nel periodo compreso tra luglio 2020 e luglio 2022 registrava oltre 4,5 milioni di lettori quotidiani, diventando uno dei punti di riferimento assoluti per trader, investitori e operatori finanziari.

Un corso di laurea unico nel suo genere

Il nuovo percorso universitario nasce con l’obiettivo di formare professionisti altamente qualificati nell’analisi e nell’operatività sui mercati internazionali, integrando teoria accademica, statistica applicata, gestione del rischio e tecniche operative avanzate.
Gli studenti avranno accesso a contenuti innovativi riguardanti:

• trading operativo sui mercati finanziari;
• analisi dei mercati globali;
• materie prime e commodities;
• valute internazionali e Forex;
• gestione del capitale e del rischio;
• statistica applicata ai mercati;
• psicologia del trading;
• modelli previsionali e serie storiche.

Il corso sarà strutturato secondo standard accademici internazionali e inserito all’interno dei livelli europei EQF 6, 7 e 8 previsti dal sistema European Qualification Framework.

Il ruolo centrale di Gerardo Marciano

Classe 1970, laureato in Giurisprudenza, autore e coautore di oltre 40 ebook dedicati alla storia dei mercati finanziari e all’analisi statistica delle serie storiche, Gerardo Marciano rappresenta una delle personalità italiane più influenti nel settore della finanza operativa.
Nel 2023 gli è stato conferito il prestigioso Premio Internazionale ISFOA alla Carriera, riconoscimento assegnato a figure che si sono distinte a livello internazionale nei rispettivi ambiti professionali.

Attualmente Marciano ricopre il ruolo di Capo Redattore di ISFOA Racconta News, portale di informazione e approfondimento culturale ed economico collegato all’universo ISFOA.
Un ateneo internazionale orientato all’innovazione

Fondata nel 1998, ISFOA si distingue da anni per la propria missione di solidarietà, sviluppo sociale, ricerca e innovazione culturale, operando come libero e privato ateneo telematico internazionale di diritto internazionale.

L’istituzione è legalmente autorizzata e riconosciuta in diverse nazioni, tra cui Confederazione Elvetica, Stati Uniti, Repubblica di San Marino, Albania e Belize, sviluppando percorsi formativi universitari di alta specializzazione attraverso una metodologia completamente digitale e accessibile a livello globale.

Tra le peculiarità dell’ateneo vi è l’adozione del dispositivo V.A.E. – Validazione del Sapere Acquisito con l’Esperienza – che consente il riconoscimento accademico delle competenze professionali maturate sul campo.

ISFOA risulta inoltre registrata presso importanti organismi e istituzioni internazionali, tra cui il Parlamento Europeo, la Commissione Europea e le Nazioni Unite, oltre ad essere dotata della certificazione di qualità ISO 9001:2015 per la progettazione ed erogazione di corsi universitari telematici.

L’approvazione del Senato Accademico

L’avvio ufficiale del corso è stato siglato dal Senato Accademico dell’ateneo sotto la guida del magnifico rettore Stefano Masullo, considerato il fondatore della consulenza finanziaria indipendente in Italia e autore di ben 32 bestseller aziendali.

Masullo, ha sottolineato come il nuovo corso rappresenti “una rivoluzione culturale e professionale nel panorama della formazione finanziaria internazionale”.

Una visione moderna della formazione finanziaria

Il nuovo corso di laurea punta a colmare il divario esistente tra formazione teorica universitaria e operatività reale sui mercati, offrendo agli studenti strumenti concreti, aggiornati e immediatamente applicabili.

In un contesto economico sempre più globale, caratterizzato da elevata volatilità e trasformazioni continue, la nascita di un percorso accademico interamente dedicato al trading operativo rappresenta una novità assoluta a livello mondiale.

L’obiettivo dichiarato è formare una nuova generazione di professionisti capaci di interpretare i mercati con metodo scientifico, disciplina operativa e competenze interdisciplinari.

Legge 104, convivere con il disabile non basta: così rischi di perdere i permessi e dover restituire tutto

I permessi della Legge 104 non spettano automaticamente solo perché si vive con una persona disabile. Una recente interpretazione confermata dalla giurisprudenza chiarisce che il lavoratore deve dimostrare un’assistenza concreta, continuativa e coerente con la finalità del beneficio. In caso di abuso, il rischio non riguarda soltanto il licenziamento, ma anche la restituzione delle somme percepite.

Negli ultimi anni il tema dei permessi Legge 104, dei controlli INPS e dell’utilizzo corretto dei giorni di assenza dal lavoro ha assunto un peso sempre maggiore nel rapporto tra lavoratori, aziende e previdenza sociale. Molti caregiver utilizzano i tre giorni mensili retribuiti per assistere familiari con disabilità grave, ma non sempre conoscono i limiti previsti dalla normativa.

La sola convivenza con il familiare disabile non garantisce automaticamente il diritto ai permessi. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che conta soprattutto la finalità assistenziale concreta e il collegamento diretto tra assenza dal lavoro e supporto al soggetto fragile.

Tra controlli investigativi, contestazioni disciplinari e verifiche dell’INPS, aumentano i casi di lavoratori accusati di abuso dei permessi 104. In alcune situazioni il dipendente rischia il licenziamento per giusta causa e la restituzione delle indennità percepite.

La questione interessa migliaia di famiglie che assistono anziani non autosufficienti, genitori invalidi o persone con handicap grave riconosciuto ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992. Comprendere cosa si può fare durante i permessi e quali comportamenti invece possono creare problemi diventa quindi fondamentale.

Permessi Legge 104: perché convivere con il disabile non basta

L’articolo 33 della Legge 104 riconosce ai lavoratori dipendenti tre giorni di permesso retribuito al mese per assistere un familiare con disabilità grave. Tuttavia il diritto nasce soltanto quando esiste una reale esigenza assistenziale.

La Cassazione chiarisce che il beneficio non può trasformarsi in un semplice vantaggio personale o in giorni di ferie aggiuntivi. Il lavoratore deve utilizzare i permessi in modo coerente con l’assistenza al disabile.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale più recente:

  • la convivenza rappresenta solo un elemento utile ma non decisivo;
  • conta il collegamento concreto tra permesso e assistenza;
  • il lavoratore deve garantire supporto reale al familiare disabile;
  • l’uso improprio integra abuso del diritto.

La Suprema Corte sottolinea che l’assistenza non coincide esclusivamente con la presenza fisica continua accanto al disabile. Rientrano infatti anche attività indirette ma funzionali alle sue necessità quotidiane.

Quali attività sono considerate legittime

La giurisprudenza più recente amplia il concetto di assistenza, includendo attività collegate al benessere della persona fragile.

Tra le attività considerate compatibili con i permessi 104 rientrano:

  • acquisto di farmaci e beni necessari;
  • accompagnamento a visite mediche;
  • pratiche burocratiche per il familiare disabile;
  • commissioni collegate ai bisogni dell’assistito;
  • supporto alla partecipazione sociale del disabile.

La Cassazione ha inoltre chiarito che il lavoratore non deve necessariamente assistere il familiare nelle stesse identiche ore in cui avrebbe lavorato. L’importante resta la prevalente finalità assistenziale del permesso.

Anche brevi pause personali o momenti di recupero psicofisico possono risultare compatibili, purché non facciano venir meno lo scopo principale dell’assistenza.

Quando scatta l’abuso dei permessi 104

Il problema nasce quando il lavoratore utilizza i permessi per attività totalmente estranee all’assistenza del familiare disabile.

Secondo la Cassazione costituiscono abuso:

  • attività personali scollegate dall’assistenza;
  • utilizzo dei permessi per hobby o svago;
  • partecipazione a eventi sportivi o attività ricreative incompatibili con la finalità assistenziale;
  • assistenza prestata a soggetti diversi dal familiare autorizzato.

In questi casi il datore di lavoro può anche affidarsi ad agenzie investigative per verificare eventuali comportamenti fraudolenti del dipendente.

Le conseguenze possono essere molto pesanti:

  • licenziamento per giusta causa;
  • procedimento disciplinare;
  • recupero delle indennità percepite;
  • contestazioni da parte dell’INPS.

Il ruolo dell’INPS e i controlli sui caregiver

Il diritto ai permessi 104 nasce dopo domanda amministrativa e verifica dei requisiti previsti dalla legge. Una volta riconosciuto, il beneficio continua finché restano valide le condizioni assistenziali dichiarate.

L’INPS può comunque effettuare controlli successivi per verificare:

  • permanenza della situazione di gravità;
  • corretto utilizzo dei permessi;
  • esistenza dell’effettiva assistenza al familiare;
  • coerenza tra giornate richieste e attività svolte.

La giurisprudenza ribadisce che il sistema tutela il caregiver proprio perché l’assistenza al disabile rappresenta una funzione sociale rilevante. Per questo motivo eventuali abusi vengono considerati particolarmente gravi sia verso il datore di lavoro sia verso il sistema previdenziale.

Caso pratico: quando il lavoratore rischia davvero

Un lavoratore convivente con un genitore disabile grave può utilizzare i permessi 104 per accompagnarlo a visite mediche, acquistare medicinali o occuparsi di pratiche necessarie alla sua gestione quotidiana.

Diversa invece la situazione di chi utilizza l’intera giornata di permesso per attività personali prive di collegamento con l’assistenza. In presenza di controlli investigativi o contestazioni documentate, il datore di lavoro potrebbe avviare un procedimento disciplinare e contestare l’abuso del beneficio.

La Cassazione invita quindi a valutare non solo il tempo dedicato all’assistenza, ma anche la qualità e la finalità concreta delle attività svolte durante i permessi.

NASpI anticipata 2026, cambia tutto: non arriva più subito l’intero importo

Chi vuole usare la NASpI anticipata per avviare un’attività autonoma, aprire una ditta individuale o entrare in una cooperativa dovrà fare i conti con nuove regole che modificano tempi e modalità di pagamento.

Dal 2026 l’INPS non liquida più l’intera indennità in un’unica soluzione: il contributo viene diviso in due tranche e il saldo finale dipende dal mantenimento di precise condizioni. Le nuove istruzioni operative cambiano concretamente la gestione della liquidità iniziale per chi punta sull’autoimprenditorialità.

L’anticipo della NASpI rappresenta da anni uno degli strumenti più utilizzati da chi perde il lavoro e decide di reinvestire l’indennità di disoccupazione per costruire un’attività autonoma. Professionisti, lavoratori autonomi, aspiranti imprenditori e soci di cooperative hanno spesso utilizzato questa misura come leva finanziaria iniziale per sostenere aperture di Partita IVA, acquisto di strumenti di lavoro e spese di avvio.

Con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, però, il meccanismo cambia in modo significativo. Le nuove istruzioni pubblicate dall’INPS attraverso il messaggio n. 1215 del 7 aprile introducono infatti una struttura di pagamento completamente diversa rispetto al passato.

Il vecchio sistema dell’erogazione immediata in unica soluzione lascia spazio a un modello frazionato che collega il saldo finale alla permanenza dei requisiti dichiarati nella domanda. Questo aspetto incide direttamente sulla pianificazione economica di chi apre un’attività e conta sulla liquidità della NASpI per sostenere investimenti iniziali, spese operative e gestione della fase di avvio.

Le nuove regole coinvolgono anche aspetti spesso trascurati, come la compatibilità con il lavoro subordinato, il rapporto con la pensione diretta e il diritto di opzione per chi presenta domanda di assegno ordinario di invalidità.

NASpI anticipata 2026: chi può richiederla per aprire attività autonoma o impresa

La NASpI anticipata continua a spettare ai beneficiari dell’indennità di disoccupazione che intendono utilizzare l’importo residuo per avviare un’attività lavorativa autonoma, aprire una ditta individuale oppure sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa.

Prima di presentare la domanda di anticipazione resta però fondamentale verificare il possesso dei requisiti previsti per la NASpI 2026, perché il diritto all’incentivo dipende direttamente dal riconoscimento dell’indennità di disoccupazione.

La normativa considera attività autonoma l’esercizio di arti o professioni con iscrizione a un regime assicurativo diverso da quello dei lavoratori dipendenti, con o senza Partita IVA.

L’anticipo può essere richiesto anche da chi aveva già avviato un’attività autonoma durante il precedente rapporto di lavoro subordinato che ha generato il diritto alla NASpI, purché l’attività venga sviluppata a tempo pieno.

Domanda NASpI anticipata: scadenza dei 30 giorni e modalità di invio

La domanda di anticipazione deve essere presentata all’INPS entro 30 giorni dall’avvio dell’attività autonoma o imprenditoriale. Quando invece l’attività risultava già aperta durante il rapporto di lavoro cessato, il termine decorre dalla presentazione della domanda di NASpI.

La richiesta si trasmette esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio online dedicato sul sito dell’INPS. Il lavoratore può procedere autonomamente oppure utilizzare il supporto dei patronati e del Contact Center Multicanale.

Alla domanda occorre allegare la documentazione che dimostra l’effettivo avvio dell’attività. Nei casi consentiti è possibile utilizzare anche un’autocertificazione.

Dal 2026 la NASpI anticipata viene pagata in due rate
La vera novità introdotta dalla Manovra 2026 riguarda le modalità di pagamento dell’anticipo NASpI. Per le domande presentate dal 1° gennaio 2026, l’importo non viene più erogato interamente all’inizio ma suddiviso in due tranche distinte.

La prima rata corrisponde al 70% dell’importo complessivo spettante e viene liquidata nella fase iniziale della domanda di anticipazione.

La seconda rata, pari al restante 30%, arriva invece soltanto al termine del periodo teorico di durata della NASpI e comunque non oltre sei mesi dalla domanda, dopo le verifiche effettuate dall’INPS.

Questo cambiamento modifica profondamente la gestione della liquidità iniziale. Chi avvia un’attività con costi elevati, investimenti immediati o necessità operative importanti non riceverà più subito l’intero importo disponibile.

Resta inoltre confermato che il periodo coperto dalla NASpI anticipata non dà diritto alla contribuzione figurativa.

Quando l’INPS blocca il pagamento della seconda rata

L’INPS eroga il saldo finale soltanto dopo avere verificato che il beneficiario non abbia avviato un nuovo rapporto di lavoro subordinato e non sia diventato titolare di pensione diretta.

Fa eccezione il rapporto subordinato instaurato con la cooperativa per la quale il lavoratore ha sottoscritto la quota di capitale sociale. Se dopo il pagamento del primo 70% interviene una delle cause ostative previste dalla normativa, il residuo 30% non viene riconosciuto.

Le conseguenze possono essere ancora più pesanti. Nei casi di nuova occupazione subordinata oppure di accesso alla pensione diretta, il beneficiario deve restituire anche l’intera anticipazione già percepita.

Assegno ordinario di invalidità: cosa succede alla NASpI anticipata
Le istruzioni INPS chiariscono anche il rapporto tra NASpI anticipata e assegno ordinario di invalidità.

Quando il beneficiario presenta domanda di assegno ordinario di invalidità dopo avere ricevuto la prima tranche della NASpI anticipata, deve scegliere quale prestazione mantenere.

Se opta per l’assegno ordinario di invalidità, la seconda rata della NASpI non viene pagata.

Se invece sceglie di mantenere la NASpI anticipata, l’INPS eroga anche il restante 30%, mentre il pagamento dell’assegno ordinario di invalidità resta sospeso per tutto il periodo teorico di spettanza della NASpI.

La disciplina 2026 introduce quindi controlli più rigidi e collega il saldo finale alla continuità delle condizioni dichiarate nella domanda iniziale, con effetti immediati su lavoro subordinato, pensione diretta e prestazioni incompatibili.

Milano accende i ricordi: una serata al Teatro Puccini tra arte, scienza e storie che restano

Mercoledì 1 Aprile, alle ore 21, presso il Teatro “Elfo Puccini” di Milano, si terrà “Frammenti di Memoria – Storie che lasciano il segno”, un evento gratuito ed aperto al pubblico organizzato da Airalzh Onlus (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer).

Una serata gratuita nel cuore di Milano per raccontare la memoria attraverso emozioni, testimonianze e ricerca scientifica. Il teatro diventa spazio vivo dove arte e Alzheimer si incontrano, dando voce a storie vere e progetti innovativi. Un evento che unisce spettacolo e consapevolezza, coinvolgendo pubblico e protagonisti in un racconto condiviso.

Nel panorama degli eventi culturali dedicati al benessere e alla consapevolezza, Milano si prepara ad accogliere un appuntamento capace di unire arte, memoria e ricerca scientifica in un’unica esperienza. Il tema della memoria, centrale nella vita individuale e collettiva, diventa il filo conduttore di una serata che promette di emozionare e far riflettere senza rinunciare all’intrattenimento.

Tra cinema, teatro, musica e testimonianze reali, il pubblico sarà guidato in un percorso coinvolgente, dove il racconto si intreccia con la divulgazione scientifica. L’attenzione si concentra su un tema sempre più attuale come l’Alzheimer, affrontato non solo dal punto di vista medico ma anche umano e sociale. L’iniziativa valorizza il ruolo della ricerca, dei donatori e delle esperienze personali, offrendo spunti concreti su come prendersi cura della propria mente. Un’occasione per comprendere meglio il valore della memoria e scoprire come mantenerla attiva nel tempo.

Un evento tra spettacolo e consapevolezza sulla memoria

Mercoledì 1 aprile 2026, alle ore 21, presso la Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini, andrà in scena “Frammenti di Memoria – Storie che lasciano il segno”, un evento gratuito aperto al pubblico organizzato da Airalzh Onlus con il contributo di Coop Lombardia.

Airalzh_Frammenti di Memoria_locandina
Airalzh_Frammenti di Memoria_locandina

La serata nasce come momento di restituzione verso chi sostiene da anni la ricerca sull’Alzheimer, ma anche come occasione per sensibilizzare il pubblico su una malattia che coinvolge milioni di persone. Il ritmo dell’evento alterna momenti istituzionali a performance artistiche, creando un equilibrio tra emozione e informazione.

Tra gli ospiti prevista la presenza di Michele Bravi, che porta il suo progetto “Lo ricordo io per te”, dedicato ai nonni e sviluppato tra musica, scrittura e cinema con la partecipazione di Lino Banfi e Lucia Zotti. Il regista Alessandro Aronadio racconta invece il film “Per Te”, ispirato alla storia reale di Paolo Piccoli, con protagonista Edoardo Leo, prevista la presenza alla serata.

La dimensione musicale trova spazio con Omar Pedrini, mentre il teatro prende forma grazie a Marco Magnani. A sorprendere il pubblico sarà anche Andrea Muzii, che offrirà una dimostrazione pratica delle capacità della mente, condividendo suggerimenti utili per mantenerla allenata.

A condurre la serata sarà Lorenzo Baglioni, che accompagnerà il pubblico tra spettacolo e divulgazione. Interverranno anche la presidente di Airalzh, Alessandra Mocali, il vicepresidente Alessandro Morandotti e Bruno Ceccarelli.

Il contributo scientifico sarà affidato al professor Sandro Sorbi, che illustrerà come mantenere il cervello attivo attraverso corretti stili di vita. La ricerca trova ulteriore spazio con il progetto “CREA – Creative Minds”, presentato da Giorgio Giulio Fumagalli dell’Università di Trento, che studia l’impatto dell’arte-terapia sul decadimento cognitivo lieve.

Non mancano le testimonianze dirette, come quella della famiglia Santona con il libro “Tre macchie bianche” dedicato al fotografo Michele Santona, e quella di Flavia Ongaro, che racconta l’esperienza artistica della madre durante la malattia. Presente anche Michela Morutto, legata alla storia di Paolo Piccoli e del figlio Mattia, riconosciuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il suo impegno come giovane caregiver.

L’evento rappresenta un esempio concreto di come cultura, ricerca e solidarietà possano collaborare per affrontare una delle sfide più complesse del nostro tempo.La partecipazione alla serata è gratuita ed aperta a tutti, fino ad esaurimento dei posti. Per prenotare è sufficiente visitare il sito del Teatro “Elfo Puccini” cliccando sul seguente
link: https://eventi.elfo.org/selection/event/date?productId=10228672091848&ot=1

In un contesto in cui la memoria definisce identità e relazioni, iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale continuare a parlarne, sostenerla e proteggerla, trasformando ogni ricordo in un valore condiviso.

Gestire la crescita aziendale consapevolmente: l’esperienza di SUNTIMES con wethod

Comunicato Febbraio 2026 – Quando un’azienda cresce rapidamente, aumenta altrettanto velocemente anche la sua complessità. E allora organizzare numeri e processi senza perdere il controllo diventa una sfida gravosa, soprattutto per le agenzie di comunicazione e digitali. Lo dimostra l’esperienza di SUNTIMES, agenzia strategico-creativa fondata da Francesco Pelosi e Nicholas Figoli con sede a La Spezia e Milano, che tra il 2019 e il 2022 ha vissuto un periodo di forte espansione, portando il fatturato da 2,2 a 8,2 milioni di euro.

In quel momento SUNTIMES ha riconosciuto che i vecchi strumenti di lavoro non erano più sufficienti per garantire una panoramica della situazione ongoing e coordinare con efficacia tutte le attività.

Per rispondere a questa sfida e ridisegnare i processi di gestione la soluzione è arrivata con l’adozione di wethod, piattaforma all-in-one pensata per offrire alle organizzazioni project-based una visione in tempo reale su budget, risorse e marginalità, promuovendo al contempo l’autonomia e l’impegno delle persone. Il risultato: +20% di efficienza in operatività e reportistica, con un vantaggio importante sulla tempestività e qualità delle decisioni.

“Per noi che ci occupiamo di strategia, creatività, produzione di contenuti, gestione delle properties digitali e pianificazione media per i nostri clienti, analizzare i dati è sempre stato fondamentale. Come agenzia seguiamo più progetti su numerosi clienti, unire tutte le informazioni e ottenere risposte puntuali sull’andamento e la gestione dell’organizzazione stava diventando time consuming, richiedendo più passaggi e un faticoso lavoro di aggregazione dati poco efficiente e spesso poco fedele. Wethod è stata la risposta ai nostri needs, perché è pensato per chi lavora su base ore-uomo e consente di mettere ordine in tutti i processi di gestione progetti e risorse. L’abbiamo adottato nel 2022 e abbiamo costruito una cultura del dato condivisa con i nostri team, usando un’unica fonte di armonizzazione delle informazioni. È uno strumento che ci permette di avere sempre una visione chiara e puntuale”, commenta Francesco Pelosi, Founder di SUNTIMES.

Francesco Pelosi - SUNTIMES
Francesco Pelosi – SUNTIMES

“La crescita di realtà come SUNTIMES dimostra che l’ambizione, da sola, non basta: per trasformarla in risultati servono strumenti capaci di rendere la complessità leggibile e i dati davvero utili. Il nostro obiettivo è accompagnare organizzazioni in evoluzione, dove ogni
persona possa agire con mentalità imprenditoriale, a partire da numeri chiari, aggiornati e condivisi. Per questo investiamo sull’usabilità e sulla semplicità: un’interfaccia intuitiva non è un dettaglio, ma la condizione che permette alla tecnologia di essere adottata e di generare valore nel lavoro quotidiano. Le piattaforme integrate non sono solo strumenti di gestione: sono infrastrutture abilitanti che mettono le persone nella condizione di lavorare meglio”, spiega Tomas Barazza, CEO & Founder della tech company wethod.

Il caso SUNTIMES: i risultati

Centralizzazione dei flussi di lavoro
Prima dell’attivazione di wethod, SUNTIMES utilizzava un sistema gestionale frammentato, composto da strumenti non integrati tra loro: un software per i timesheet collegato alla contabilità, diversi tool per il monitoraggio dei progetti e numerosi file Excel impiegati per le attività quotidiane. Una soluzione adeguata nelle prime fasi ma progressivamente sempre più lenta e inefficace con effetti negativi sulla marginalità – che poteva essere calcolata solo a consuntivo – e sulla reportistica fatta a mano e con lunghi tempi di elaborazione.

L’introduzione di wethod ha permesso di concentrare dati e processi in un ecosistema digitale unico, snellendo i flussi operativi, minimizzando gli errori e offrendo una base solida di informazioni per decisioni tempestive e strategiche.

● Ottimizzazione delle risorse
Grazie a una visione in tempo reale e costantemente aggiornata dei carichi di lavoro, SUNTIMES è oggi in grado di pianificare e allocare le risorse in modo strategico, prevenendo sovraccarichi e riducendo i tempi morti. Le attività vengono distribuite in maniera equilibrata, valorizzando le competenze individuali e assicurando un impiego più efficiente delle professionalità a disposizione. I risultati sono concreti e misurabili: minore dispersione delle ore lavorative, maggiore produttività del team e un incremento del 20% dell’efficienza, pari a un risparmio stimato tra le 80 e le 100 ore di lavoro ogni mese.

● Gestione granulare dei progetti
SUNTIMES lavora contemporaneamente su più progetti, spesso articolati in sotto-progetti, con team differenti e in settori diversi (beauty, sport, retail e design). La gestione non centralizzata risultava complessa, caotica e soggetta a errori, rendendo difficile monitorare lo stato di avanzamento di ciascuna commessa e il relativo budget. Con wethod, i progetti possono essere strutturati su più livelli, permettendo una pianificazione ragionata delle risorse e un monitoraggio in tempo reale di budget, costi e marginalità. Questo consente, inoltre, interventi tempestivi in caso di scostamenti e rende la gestione complessiva delle commesse più efficiente e sostenibile nel tempo.

● Accelerazione delle chiusure mensili e trimestrali
Prima dell’adozione di wethod, le chiusure mensili e trimestrali richiedevano tempi lunghi, perché i dati erano sparsi tra diversi tool e file. Grazie alla piattaforma all-in-one, le chiusure mensili e trimestrali avvengono più rapidamente, poiché i report vengono generati in automatico e i dati finanziari sono disponibili in tempo reale. Questo consente a SUNTIMES di pianificare le attività future con una visione strategica.

● Dashboard e report automatici
A differenza della reportistica stilata manualmente, le dashboard finanziarie e operative di wethod sono sempre aggiornate in tempo reale: marginalità, avanzamento delle commesse e consumo del budget sono immediatamente visibili, riducendo i tempi di analisi e consentendo decisioni più rapide, efficaci e data-driven.

Bonus 2026: trasformare la vasca da bagno in doccia per persone con disabilità

Mio padre è invalido e vorrebbe rimuovere la vasca da bagno e installare una doccia per persone con disabilità. Esistono aiuti economici per le spese da sostenere? Se sì, quali? Mi è stato detto che per averli bisogna effettuare modifiche strutturali al bagno. Grazie

Bonus 2026 per la ristrutturazione del bagno per disabili

Nel 2026 è possibile usufruire del bonus ristrutturazione per la sostituzione della vasca da bagno con una doccia, a prescindere dal fatto che sia per l’uso di persone con disabilità. Tale bonus consente di ottenere una detrazione del 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro. La detrazione del 50% si ottiene solo se l’immobile è adibito ad abitazione principale; per le seconde case la detrazione scende al 36%. L’importo detraibile si divide in dieci rate di uguale valore in dieci anni. Ricordiamo che per poter usufruire del bonus bisogna effettuare il pagamento delle spese sostenute con bonifico parlante.

Inoltre, la normativa attualmente in vigore, permette unitamente al bonus ristrutturazione, di usufruire del bonus mobili pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Il tetto di spesa in questo caso è di 5.000 euro, quindi, la detrazione è di 2.500 euro. Anche in questo caso l’importo detraibile si divide in una rata costante in dieci anni. Per fare un esempio: se si spendono 4.000 euro per mobili ed elettrodomestici, il valore detraibile è di 2.000 euro. Si potrà detrarre nella dichiarazione dei redditi un importo di 200 euro all’anno per dieci anni.

Esiste anche la possibilità di chiedere un contributo diretto dello Stato o del Comune per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (Legge 13/1989). Il contributo è destinato alle persone con disabilità o ridotta mobilità. La domanda si presenta al Comune di residenza. Però, i fondi sono limitati e spesso dipendono dalle risorse regionali. Consigliamo di informarsi direttamente presso il Comune di residenza per capire se è possibile presentare domanda e i requisiti richiesti per potere ottenere il contributo.