Il neo Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha comunicato il ritiro dall’Accordo sul clima di Parigi. Quali conseguenze per il Paese?
Al termine della cerimonia di giuramento di Donald Trump a Washington, la Casa Bianca ha pubblicato un documento con il quale è stata ufficializzata l’intenzione di abbandonare l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.
Cambiamento climatico e trivellazioni, Trump cambia tutto
Nel discorso di insediamento, il 47° Presidente degli USA aveva preannunciato il nuovo ritiro del Paese dall’Accordo, dopo quello nel 2017 durante il primo mandato e il rientro, nel 2021, a opera di Joe Biden. La notizia è, poi, stata confermata nella serata di lunedì 20 gennaio 2025. Donald Trump ha, inoltre, precisato l’intento di intensificare le trivellazioni petrolifere. Ma quali risvolti avrà la fuoriuscita dall’Accordo di Parigi?
Accordo di Parigi sul clima: l’impatto della decisione di Donald Trump
L’Accordo di Parigi del 2015 è la prima intesa universale e vincolante diretta al contrasto dei cambiamenti climatici. Il suo scopo è di limitare le conseguenze del cd. climate change, sollecitando i governi dei 197 Stati membri della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.

Nel dettaglio, gli obiettivi di lungo periodo dell’Accordo sono:
- limitare l’aumento della temperatura media globale, mantenendola al di sotto del limite di 2° C rispetto alle soglie pre-industriali. Portarla a un massimo di 1,5°C consentirebbe di evitare i rischi più gravi per l’ecosistema;
- far raggiungere, nel più breve tempo possibile, la quantità massima di emissioni globali;
- ottenere, successivamente, rapidi tagli delle emissioni, grazie alle conoscenze scientifiche e tecnologiche;
- dare sostegno ai Paesi in via di sviluppo, affinché si adattino alle politiche di sostenibilità ambientale.
L’Accordo di Parigi promuove la necessità di “scongiurare, minimizzare e affrontare le perdite e i danni associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici“. A tal fine, gli Stati hanno deciso che dovrà essere raggiunto il livello massimo di emissioni globali di gas a effetto serra entro il 2025 e ridotto del 43% entro il 2030 e del 60% entro il 2035. Nel 2050, inoltre, è stata fissata la scadenza per il perseguimento dell’obiettivo delle zero emissioni.
Per ottenere i risultati sperati, gli Stati dovranno impegnarsi ad attuare politiche dirette alla transizione energetica, tra cui l’incremento dell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e la promozione di tecnologie “zero carbon” e “low carbon“, come l’energia nucleare, l’idrogeno a basso contenuto di carbonio e la cattura e lo stoccaggio del carbonio.
L’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo rischia di frenare il lavoro finora compiuto e quello da compiere negli anni a seguire, con impatti che potrebbero essere devastanti per l’intero Pianeta.
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