Fa discutere la decisione di Donald Trump di concedere la grazia a ben 1.500 soggetti coinvolti nella rivolta di Capitol Hill.
Donald Trump, tempo fa, aveva annunciato che, in caso di vittoria alle elezioni presidenziali, avrebbe concesso la grazia ai fautori della sommossa al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Ebbene, la promessa è stata mantenuta perché uno dei primi atti da neo Presidente è stata la firma dell’ordine esecutivo per il provvedimento.
Trump firma il rilascio di 1.500 assalitori di Capitol Hill
La decisione è stata accompagnata dalla frase “Speriamo che escano questa sera“, visto che gli interessati sono attualmente detenuti in un carcere di Washington. Il Presidente Donald Trump ha graziato 1.500 persone che hanno assalito Capitol Hill, e commutato la pena ad altri sei rivoltosi.
L’assalto al Campidoglio rappresenta uno degli eventi più drammatici della democrazia statunitense e, per tale ragione, il provvedimento di Trump è destinato a infiammare gli animi di una larga fetta di popolazione. Anche Nancy Pelosi, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di Speaker della Camera dei Rappresentanti, ha definito la decisione “un oltraggioso insulto“.
Assalto a Capitol Hill: un grave attacco alla democrazia statunitense
Il 6 gennaio 2021 il Campidoglio, la sede del Congresso degli Stati Uniti a Washington, è stato teatro di un aspro scontro orchestrato dai sostenitori del perdente Donald Trump, per opporsi ai risultati delle elezioni presidenziali del 2020, vinte da Joe Biden.

Nelle ore antecedenti la sommossa, Trump aveva invitato il Vicepresidente Mike Pence e lo stesso Congresso a respingere la proclamazione di Joe Biden a Presidente USA, in quanto la vittoria sarebbe scaturita da brogli elettorali. Un atto del tutto privo di fondamento costituzionale.
Gli scontri verificatosi in seguito alla marcia dei rivoltosi verso il Campidoglio sono stati caratterizzati da un’accesa violenza. In molti hanno usato funi, distrutto le finestre del palazzo e lanciato sostanze chimiche sugli agenti di sicurezza. Alcuni manifestanti hanno portato con sé bandiere confederate, simboli nazisti e abbigliamento antisommossa, tra cui giubbotti anti proiettili, tute militari ed elmetti.
Anche fuori all’edificio, i presenti hanno aggredito la polizia e aiutato gli infiltrati a bloccare gli ingressi e le uscite dal palazzo. I danni causati sono stati enormi, come è stato accertato dalle varie foto pubblicate sui social, che hanno mostrato i criminali intenti a compiere atti vandalici. Tra i manifestanti, c’è stato chi si è filmano intento a danneggiare la struttura e ad assalire le stanze della Presidente dalla Camera, Nancy Pelosi, gettando all’aria tavoli e sedie e strappando le foto dai muri.
Alla fine, la sommossa ha provocato la morte di cinque persone, un poliziotto e quattro rivoltosi. Le Forze dell’ordine hanno impiegato più di tre ore per sedare gli scontri e riprendere il controllo.

