Tra le decine di ordini esecutivi di Donald Trump a poche ore dall’insediamento ce ne sono anche alcuni relativi all’immigrazione.
L’immigrazione è stato uno degli argomenti più controversi durante la campagna elettorale americana. Sia i Repubblicani sia i Democratici ritenevano che ci fosse una vera e propria emergenza, visto che solo nel primo periodo della presidenza di Joe Biden si contavano circa due milioni l’anno di persone che entravano in maniera illegale negli USA.
In tale ottica, uno degli ordini esecutivi più importanti è quello che, a detta del neo Presidente, consentirà di “sigillare il confine” ma, soprattutto, negare il diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati irregolari. Attualmente, negli Stati Uniti d’America esiste lo ius soli assoluto, in base al quale tutti coloro che nascono nella Nazione ne diventano automaticamente cittadini.
L’ordine esecutivo firmato il 20 gennaio 2025 da Trump, invece, eliminerebbe tale diritto per i nati da immigrati privi di un permesso di soggiorno permanente.
Le misure di Donald Trump contro gli immigrati: i dubbi sulla legittimità costituzionale
In base a un rapporto pubblicato nel 2022 dal Centro Statistico Pew Research, erano presenti circa 4,4 milioni di minorenni e 1,4 milioni di persone adulte nate negli USA e con almeno un genitore immigrato irregolare.

Tra 30 giorni, dopo l’entrata in vigore dell’ordine esecutivo, il Dipartimento di Stato non potrà più consegnare i passaporti ai figli degli immigrati irregolari e i neonati non potranno essere più riconosciuti. Secondo gli esperti, si tratterebbe di un provvedimento lesivo del quattordicesimo emendamento della Costituzione americana, che sancisce che “Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e sottoposte alla relativa giurisdizione sono cittadine degli Stati Uniti”.
Ma Donald Trump ha firmato anche altri documenti relativi all’immigrazione. Ha affermato l’esistenza di un'”emergenza nazionale” al confine con il Messico e, dunque, la necessità di utilizzare l’esercito per intensificare le attività della polizia di frontiera e arrestare i migranti.
Tra le misure più significative, spicca anche l’annullamento di tutti gli appuntamenti presi attraverso l’app CBP One (introdotta dall’amministrazione di Joe Biden) dai richiedenti asilo. Si trattava dell’unico metodo per entrare in maniera legale nel Paese.
Trump, infine, ha firmato un ordine esecutivo con il quale vengono dichiarati gruppi terroristici i cartelli del narcotraffico messicano e uno che abolisce l’iniziativa del suo predecessore che permetteva l’ingresso negli Stati Uniti ai rifugiati provenienti da Paesi in guerra o pericolosi.

