Intervista a Giovanni Simone, il fotoreporter che esplora le emozioni

Viaggiare negli angoli più belli del Pianeta per raccontare, tramite la fotografia, le comunità umane. La straordinaria arte di Giovanni Simone.

Viaggiare non è solo spostarsi fisicamente da un luogo all’altro ma è il principale strumento per conoscere e comprendere l’eterogeneità che popola la Terra. Lo sa bene Giovanni Simone, fotoreporter romano che riesce, grazie alla fotografia, a cogliere la vera essenza dei soggetti immortalati.

Il ritratto diventa un modo per oltrepassare la superficie e cogliere le emozioni profonde, spesso ignorate dagli osservatori distratti. Grazie al suo talento, Giovanni Simone riesce a superare le barriere culturali e linguistiche dei meravigliosi luoghi in cui si reca. Con la fotografia, racconta le storie che si celano dietro a sorrisi e sguardi, tramutando semplici scene quotidiane in vere e proprie opere d’arte.

Bonus24Ore.it ha avuto l’onore di intervistare il fotoreporter, che ha narrato il suo percorso lavorativo e umano e svelato il vero motore della sua passione.

Leggi anche: “Renato Derik Bortolan, autore di “Nel Labirinto di Erminia”: l’arte come resilienza“.

Giovanni Simone: la fotografia come atto di consapevolezza

Ci parli di lei, del suo percorso personale e professionale. Come è nata la passione per la fotografia?

Sono nato a Roma nel settembre 1981, ma per me la Terra non ha confini: è il luogo che tutti gli esseri umani condividono e viaggio con la convinzione che, se in un posto ci vive una persona, allora posso viverci anche io. Questa filosofia mi ha guidato in ogni angolo del mondo, spingendomi a esplorare con curiosità e rispetto. Considero il viaggio una forma di consapevolezza, un modo per celebrare il dono della diversità e scoprire il legame che ci unisce tutti, nonostante le distanze e le differenze culturali.

giovanni simone
“Nel 1976, nel villaggio di Jobra, Bangladesh, Muhammad Yunus pose le basi della Grameen Bank, una rivoluzione nella microfinanza. Offrendo piccoli prestiti senza garanzie ai poveri, soprattutto donne, la Grameen ha trasformato l’accesso al credito, incentivando l’imprenditorialità e riducendo la povertà in milioni di famiglie in tutto il mondo”

Il mio percorso è sempre stato caratterizzato dalla voglia di osservare, capire e imparare. Ogni mio progetto inizia con uno studio approfondito: mi appassiono a una zona del mondo, ne esploro la cultura, le tradizioni, l’ambiente e, solo quando ho assimilato tutto, parto per dare finalmente forma e vita alle aspettative che ho costruito nella mia mente.

La passione per la fotografia è nata quasi per caso, ai tempi delle scuole superiori. Con i risparmi delle paghette e di qualche piccolo lavoretto, acquistai la mia prima macchina fotografica in un mercatino dell’usato. All’inizio scattavo per catturare i ricordi della mia vita: amavo fotografare i miei amici e regalare loro le foto, piccoli frammenti di un affetto che volevo rendere tangibile. Col passare degli anni, la fotografia è diventata qualcosa di più profondo: una compagna inseparabile nei miei viaggi, uno strumento per raccontare storie e immortalare la bellezza del mondo.

Oggi, come fotoreporter e viaggiatore con un approccio antropologico, da oltre vent’anni esploro il mondo, a volte accompagnando gruppi di persone verso destinazioni lontane, altre volte viaggiando da solo o con amici. Quando accompagno viaggiatori, collaboro con diversi tour operator per offrire esperienze arricchenti e autentiche. Tuttavia, indipendentemente dal tipo di viaggio, collaboro con agenzie di stampa, che mi permettono di condividere storie, immagini ed emozioni con un pubblico più ampio. Attraverso la fotografia, cerco di esprimere ciò che provo e percepisco, trasformando ogni scatto in un linguaggio universale capace di raccontare storie che le sole parole non riescono a comunicare.

giovanni simone
“Giovane studente tibetano intento nella lettura di testi sacri in una scuola buddista a Tongren, Qinghai, durante il mio primo viaggio esplorativo. Nel buddismo tibetano, la lettura dei sutra è una pratica meditativa che calma la mente e apre alla comprensione del Dharma, riflettendo la profonda spiritualità della regione”

Per me, la fotografia non è solo un’immagine: è un atto di consapevolezza. È imparare a leggere la luce, capirne l’essenza, per poi catturarla nel momento perfetto e fermare il tempo. Ogni scatto è una finestra aperta su un istante irripetibile, un ricordo che racconta non solo ciò che ho visto, ma ciò che ho vissuto.

Ci spieghi qual è lo scopo dei suoi reportage fotografici?

Per spiegare lo scopo di un mio fotoreportage, è fondamentale comprendere il processo che porta alla sua creazione. Lo scatto della fotografia non è mai il punto di partenza, bensì l’atto finale di un percorso che inizia con lo studio e la costruzione di una relazione profonda con ciò che voglio raccontare. Prima di premere il pulsante della macchina fotografica, mi immergo nel luogo, ascolto le sue storie e cerco di cogliere l’essenza delle persone e dell’ambiente. È questo processo di relazione che da vita alle mie immagini.

giovanni simone fotoreporter
“Nel cuore della Lapponia, il Ruska trasforma la tundra e le foreste in un quadro vivente di rossi, gialli e arancioni. Per poche settimane, la natura si accende di colori intensi, un vibrante addio all’autunno prima che il silenzio dell’inverno avvolga il paesaggio nordico”

Sono un fotografo di strada e considero la forza dei legami umani uno degli strumenti più potenti per creare narrazioni autentiche. Nei luoghi che visito, cerco di catturare soprattutto ciò che sento e di trasmetterlo attraverso i miei fotoreportage. Il mio obiettivo è mettere in luce la realtà percepita, non solo nella sua complessità, ma anche nella sua bellezza intrinseca.

Racconto ciò che rende positiva la presenza umana in un luogo, evidenziando resilienza, creatività, cultura e il legame profondo che le persone hanno con il loro ambiente. Ogni scatto vuole mostrare il valore dell’umanità, anche nelle sue sfumature più semplici e quotidiane, celebrando il modo in cui gli esseri umani interagiscono tra loro e con il mondo circostante in maniera positiva e costruttiva.

Attraverso le mie immagini, spero di offrire al pubblico un punto di vista che lo ispiri a riflettere, a scoprire nuove prospettive e, magari, a guardare con occhi diversi ciò che lo circonda.

Giovanni Simone: il fotoreportage sull’Albania e i progetti futuri

Attualmente, sto lavorando alla pubblicazione di una serie di fotoreportage realizzati durante un mese di viaggio in Albania. Questi reportage affrontano tematiche che spaziano dalla salvaguardia delle tradizioni alla memoria storica e alla ricerca di identità. Esploro la fragilità di luoghi simbolici come il mercato di Coriza, minacciato dall’emigrazione e dall’erosione delle tradizioni locali, e mi immergo nella vita quotidiana degli albanesi, osservandone le contraddizioni e i sogni per il futuro. Affronto, inoltre, la complessa eredità del periodo comunista, il ruolo dell’Islam in una società multiconfessionale e le storie di chi ha scelto di tornare in Albania, lasciandosi alle spalle la diaspora per riscoprire le proprie radici.

giovanni simone fotoreporter
“Una donna Adivasi, appartenente a una delle comunità indigene del Bangladesh, si riposa accanto ai suoi prodotti in un mercato locale. Gli Adivasi, noti per la loro resilienza, rappresentano una minoranza che lotta per preservare le proprie tradizioni ancestrali e la ricca diversità culturale in un contesto in trasformazione”

Oltre a questo progetto, sto valutando le prossime tappe della mia mostra fotograficaLinguaggio Universale“, che da più di tre anni attraversa l’Italia. La mostra si concentra sul potere comunicativo dell’immagine, una forma di espressione capace di superare ogni barriera linguistica. In un mondo abitato da 8 miliardi di persone e caratterizzato da più di 6.000 lingue, l’immagine emerge come un linguaggio universale in grado di connettere le persone, trasmettendo emozioni e raccontando storie che le sole parole non possono esprimere.

giovanni simone
“Una donna Apatani dell’Arunachal Pradesh, India, con i tradizionali piattelli nasali e tatuaggi facciali, un tempo utilizzati per scoraggiare i rapimenti da parte di tribù vicine. Oggi, queste pratiche sono in declino, trasformando i piattelli in simboli culturali di una tradizione quasi perduta”

Per il futuro, sto iniziando a pianificare le mie prossime destinazioni da viaggiatore. Tra queste, sto considerando un ritorno in India, un paese che considero la mia seconda casa e dal quale manco da troppo tempo. Al contempo, sto valutando una proposta per raccontare una provincia cinese meno nota come meta turistica, il Sichuan, con la sua cultura ricca e le sue tradizioni peculiari. Un’altra prospettiva affascinante è quella di esplorare e documentare ciò che rimane dell’eredità italiana in Eritrea, una terra dove il passato coloniale ha lasciato tracce indelebili, in particolare nella capitale Asmara.

Ci descriva qualche episodio che ha che ha contribuito alla crescita del suo entusiasmo (un incontro particolare, un premio o anche una curiosità)

Ciò che sono oggi, il mio stile di vita, è il risultato diretto di ciò che ho appreso viaggiando per il mondo. Ogni esperienza, ogni incontro mi ha insegnato a riconoscere e valorizzare gli aspetti positivi di culture diverse da quella occidentale. Ho integrato questi insegnamenti nel mio modo di vivere, arricchendo i miei ideali e il mio approccio alla vita.

giovanni simone
“Al Festival degli Sciamani nel villaggio di Langjia, Qinghai, un giovane prende parte alle celebrazioni in onore del dio della montagna, invocando salute e prosperità. Scattata durante il mio secondo viaggio esplorativo, questa immagine racconta una tradizione millenaria, dove danze e riti sacri celebrano il legame tra uomo e natura”

In oltre 20 anni di esplorazioni, sono stati tanti gli episodi che hanno segnato il mio percorso, ma uno in particolare mi è rimasto nel cuore: l’incontro con il mondo tibetano del Qinghai. Questa vasta provincia della Cina occidentale, con le sue pianure infinite, i laghi cristallini e i monasteri buddhisti, è un autentico scrigno di cultura tibetana e spiritualità.

Sebbene poco nota al grande pubblico, il Qinghai racchiude una bellezza mozzafiato e valori profondi. Le esplorazioni in questa regione mi hanno lasciato un’impronta indelebile, ma la mia prima visita è stata quella più significativa: un viaggio intrapreso con una tenda da campeggio e una piccola mappa, in puro stile esplorativo.

Quel viaggio ha segnato un momento di trasformazione profonda per me. Attraverso il contatto con le tradizioni locali, la spiritualità e la resilienza delle persone che ho incontrato, ho scoperto una nuova essenza di vita. Mi ha insegnato l’importanza di vivere in armonia con ciò che ci circonda, di rispettare il tempo e lo spazio e di radicarmi nel presente, arricchendo la mia anima.

giovanni simone fotoreporter
“Sulle rive del Gange a Varanasi, i fedeli eseguono la preghiera del mattino, una rituale offerta di luce e gesti sacri per onorare il fiume sacro. Questo antico rito, simbolo di purificazione e connessione spirituale, riflette il profondo legame tra la città e le sue tradizioni millenarie”

Per mia natura, non considero la fotografia un’arte da sottoporre a concorsi; la competizione è un valore che non fa parte del mio stile di vita. La fotografia, per me, è un mezzo di connessione e un’espressione personale, capace di catturare emozioni e raccontare storie senza pensare alla rivalità.

Permettetemi di condividere un’altra esperienza: un viaggio in Lapponia durante il Ruska, il magico periodo autunnale in cui tundra e foreste boreali si trasformano in una tavolozza di colori caldi, con tonalità di rosso, giallo e arancione. Durante quei giorni, mi sono immerso completamente nella natura, nutrendomi di ciò che madre terra poteva offrire e vivendo in totale armonia con l’ambiente circostante. Camminare in quei paesaggi straordinari, avvolto da un silenzio quasi sacro, ha creato in me un legame ancora più profondo con il concetto di natura, anche se credo fermamente che tutto ciò che ci circonda sia natura.

Questa esperienza non solo mi ha fatto apprezzare la bellezza primordiale del nostro pianeta, ma ha anche rafforzato il mio desiderio di proteggerlo, con un impegno particolare verso la salvaguardia ambientale.

Antonia Festa
Antonia Festahttps://bonus24ore.it/
Sono una giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Campania e una giurista con una forte passione per l’economia, la previdenza e la finanza. Scrivo articoli su tematiche economiche e previdenziali, cercando sempre di approfondire e analizzare gli aspetti legali e finanziari. Nel lavoro da copywriter, il focus su questi ambiti mi permette di coltivare ed approfondire il mio interesse per il diritto.
ARTICOLI CORRELATI

DALLO STESSO AUTORE