In pensione a 59 anni e 20 di contributi: le possibilità

Si può accedere alla pensione a 59 anni? Il nostro sistema previdenziale prevede varie forme di pensionamento che subiranno una modifica nella prossima legge di Bilancio.

In quest’articolo rispondiamo alla domanda di una nostra Lettrice che chiede: <<Buongiorno, volevo chiedervi ho 59 anni di età 20 anni di contributi, sono disoccupata da 4 anni. Posso accedere a qualche forma pensionistica, grazie>>.

I lavoratori disoccupati sono tutelati dal nostro sistema previdenziale attraverso due misure: la quota 41 destinata ai lavoratori precoci, l’APE Sociale e la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. Però, queste misure previdenziali hanno requisiti stringenti.

Quota 41 per “caregiver”

Nello specifico la quota 41 prevede: un anno di lavoro precoce (svolto prima dei 19 anni di età) e 41 anni d contributi. Inoltre, bisogna far parte di una delle quattro tutele (disoccupati che hanno terminato di percepire la NASPI; invalidi con una percentuale del 74%; caregiver; lavori gravosi e usuranti). Non è richiesto il requisito anagrafico.

APE Sociale per “caregiver”

L’APE Sociale, invece, prevede un requisito anagrafico di 63 anni e come caregiver almeno 30 anni contributi. Inoltre, è richiesta la convivenza con il familiare disabile con handicap grave (legge 104 art. 3 comma 3). L’APE Sociale scade a fine di quest’anno, l’ultima data di presentazione della domanda è il 30 novembre 2022. L’assegno corrisposto, fino al raggiungimento dei 67 anni di età (età pensionabile nel 2022), è di un massimo di 1.500 euro. L’assegno è riconosciuto per 12 mensilità, tutte le indicazioni per questa misura sono contenute nel messaggio INPS n. 274 del 20 gennaio 2022 e la circolare INPS n. 62/2022.

In pensione a 59 anni con 20 di contributi

L’unica misura previdenziale che permette attualmente di accedere alla pensione a 59 anni con 20 anni di contributi, se disoccupato di lunga durata (almeno 24 mesi) è la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata).

La RITA non è una misura accessibile a tutti, in quanto prevede la sottoscrizione in un Fondo pensione. Questa misura è entrata in vigore nel 2018 è regolata dalla COVIP (Commissione di Vigilanza dei Fondi Pensione). In effetti, per accedere alla Rendita come disoccupato di lunga durata, bisogna avere i seguenti requisiti:

a) cessazione dell’attività lavorativa;

b) inoccupazione, dopo la cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c) perfezionamento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 10 anni successivi al compimento del periodo minimo di inoccupazione;

d) almeno 5 anni di versamenti contributi alla previdenza complementare (3 anni se il lavoratore si sposta in altro Stato membro).

Possono accedere alla RITA tutti i lavoratori, inclusi i dipendenti del settore pubblico, che abbiano aderito a una forma di previdenza complementare a contribuzione definitiva.
 

Conclusione

In risposta alla nostra Lettrice, può accedere alla RITA se ha aderito per tempo in un fondo previdenziale. Diversamente dovrà attendere la pensione di vecchiaia, al momento solo la pensione anticipata contributiva “Opzione Donna” permette l’accesso con 59 anni di età per le lavoratrici autonome e 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti, con 35 anni di contributi utili. I requisiti, per questa misura, devono essere stati perfezionati entro il 31 dicembre 2021. Anche l’Opzione Donna è in scadenza al 31 dicembre 2022, salvo eventuale proroga nella Legge di Bilancio.

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Angelina Tortora
Angelina Tortorahttps://bonus24ore.it
Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il Lettore nel disbrigo delle pratiche dalle più semplici alle più complesse. Direttrice di varie testate giornalistiche e impegnata in vari progetti editoriali e sociali.
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