I contributi figurativi lasciano molti dubbi sulla loro utilità per la pensione. Chiariremo a cosa servono e come possono essere utilizzati.
I contributi figurativi sono periodi assicurativi accreditati gratuitamente dall’INPS in assenza di effettivi versamenti. I periodi coperti da contribuzione figurativa sono individuati dalla normativa vigente. Durante questo periodo il lavoratore, anche se interrompe o riduce l’attività lavorativa, è tutelato con la copertura contributiva. Ad esempio: i periodi di maternità, cassa integrazione, disoccupazione indennizzata (Naspi), ecc.
Contributi figurativi utili per la pensione di vecchiaia e anticipata
Una Lettrice i pone il seguente quesito: “Per 3 anni ho lavorato per tre mesi alla volta e tra un contratto e un altro ho percepito l’assegno di disoccupazione. Poi sono stata assunta con contratto a tempo indeterminato. Volevo cortesemente sapere se raggiungo i venti anni di contributi richiesti per la pensione di vecchiaia, i contributi figurativi sono validi, bisogna riscattarli?”
I contributi figurativi per i periodi di disoccupazione sono utili sia per raggiungere il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata, sia per incrementare l’importo. Non bisogna presentare nessuna domanda per il riscatto, l’INPS provvede con l’accredito automatico sulla posizione assicurativa del lavoratore. Pertanto, non bisogna preoccuparsi i contributi figurativi sono utili a tutti gli effetti.
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