I permessi legge 104 consistono in tre giorni al mese per il lavoratore disabile o per il familiare che assiste il disabile con handicap grave (caregiver).
Su quando e come fruire dei permessi legge 104 ci sono molti dubbi. Un Lettore ha posto la seguente domanda: “Assisto mia madre invalida al 100% e fruiscono dei tre giorni di permesso per legge 104. Poiché effettuo turni di lavoro in ospedale e a volte comprendono anche il sabato, domenica e festivi, chiedo cortesemente se posso assentarmi anche in questi giorni. Grazie per la risposta.”
La risposta è positiva in quanto come ha specificato l’INPS nel messaggio n. 3114 del 7 agosto 2018, i tre giorni di permesso mensile che hanno a disposizione i lavoratori che prestano assistenza ai disabili (come da legge 104), possono essere fruiti anche i giorni festivi, la domenica e di notte, qualora questi rientrano nei turni abituali di lavoro del dipendente, sia nel settore pubblico sia nel settore privato.
“Se invece sono versati dopo il 1996 i contributi che succede si possono recuperare? Come?”
In pensione con 5 anni di contributi
I contributi non si recuperano come rimborso, ma si ha la possibilità di accedere al pensionamento. Infatti, coloro che non possiedono contributi versati prima del primo gennaio 1996 e optano per il sistema contributivo, possono accedere alla pensione agevolata con cinque anni di versamenti contributivi.
In sostanza, possono accedere alla pensione con 5 anni di contributi coloro che alla data del 31 dicembre 1995 non abbiano contributi versati. La pensione è calcolata con il sistema contributivo e può subire una penalizzazione che si aggira tra il 25% al 30%, ma ci sono casi in cui la penalizzazione può superare queste percentuali. Inoltre, l’età pensionabile in questi casi aumenta e non è più 67 anni ma 71 anni. Riepilogando possono accedere alla pensione di vecchiaia INPS coloro che hanno compiuto 71 anni di età e almeno 5 anni di contributi e il primo contributo deve essere versato dopo il primo gennaio 1996.
Comunicato – GO2 Foundation for Lung Cancer è nata nel 2019 dalla fusione di due grandi organizzazioni no profit entrambe dedicate alla comunità statunitense dei malati di cancro del polmone. Con la loro unione, la Bonnie J. Addario Lung Cancer Foundation (ALCF) e la Lung Cancer Alliance (LCA) hanno raddoppiato il loro già vastissimo seguito e totalizzato oltre 30 anni di esperienza sul campo.
Foto ALCASE
GO2 Foundation è un sodalizio, fondato da pazienti e sopravvissuti, caregiver e patient’s advocate, che mira a estendere e migliorare la vita delle persone malate di cancro ai polmoni, e a prevenire la malattia in quelle a rischio di ammalarsi. Fra le innumerevoli attività di supporto ed assistenza ai malati, la GO2 ha pubblicato un libro per il paziente, NAVIGATING LUNG CANCER, che in italiano potremmo tradurre “Orientarsi nel Cancro del Polmone.” Si tratta di una risorsa completa e aggiornata che include preziose informazioni sulla malattia in generale, sulla diagnosi, sugli specialisti coinvolti nella cura, sui test necessari per impostare una corretta terapia, sui trattamenti autorizzati e quelli ancora sperimentali, su come funzionano gli studi clinici e tanto altro ancora.
ALCASE Italia ringrazia di cuore la GO2 Foundation for Lung Cancer che le ha ufficialmente concesso l’autorizzazione a tradurre in Italiano il manuale e a metterlo a disposizione di tutti i malati di cancro del polmone d’Italia.
Da oggi, ogni malato ed ogni caregiver del nostro paese sarà costantemente supportato, durante tutto l’intero iter diagnostico e di cura, anche dalla disponibilità della versione italiana di Navigating Lung Cancer, che è già consultabile e scaricabile liberamente dal web. Perché le informazioni e le domande che tutti vorrebbero porre al proprio team sanitario sono le stesse, ovunque nel mondo, e la conoscenza della malattia di cui si soffre è fondamentale per ottenere cure migliori. Come dice la stessa Bonny D’Addario, ex-malata, co-autrice del libro e co-fondatrice di G2 Foundation.
“Educated and empowered patients do much better”
(I pazienti istruiti e responsabilizzati vanno molto meglio)
-Bonnie J. Addario, survivor
Segue il link al PDF scaricabile della traduzione:
CANCRO DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE – TRATTAMENTI, pagina 53
TERAPIA MIRATA, pagina 97
IMMUNOTERAPIA, pagina 105
CANCRO DEL POLMONE A PICCOLE CELLULE – TRATTAMENTI, pagina 113
SPERIMENTAZIONI CLINICHE, pagina 120
GLOSSARIO, pagina 129
BIBLIOGRAFIA, pagina 133
su ALCASE Italia ODV:
ALCASE è un acronimo inglese che sta per Alleanza (Alliance) per la lotta al Cancro del Polmone (Lung Cancer), attraverso la difesa dei diritti delle persone ammalate (Advocacy), il loro sostegno materiale e morale (Support), e l’informazione a 360° sulla malattia (Education).
ALCASE Italia è la prima organizzazione italiana non-profit esclusivamente dedicata a combattere la più diffusa e mortale delle neoplasie: il cancro al polmone. ALCASE porta avanti la sua missione mediante progetti di prevenzione, supporto e d’informazione ai malati, oltre ad organizzare periodicamente eventi aperti al pubblico, con lo scopo di sensibilizzare e raccogliere fondi. ALCASE opera da oltre 20 anni su tutto il territorio nazionale.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 24 del 7 luglio 2022 – parte prima, contenente numerosi chiarimenti normativi sul bonus casa fino al 110%.
I chiarimenti si riferiscono alle spese che danno diritto alle detrazioni di imposta, deduzioni, crediti di imposta e altri elementi che sono rilevanti alla fine della compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e con il relativo visto di conformità per l’anno di imposta 2021.
Bonus casa fino al 110%: la circolare dell’Agenzia delle Entrate
Un documento di prassi che chiarisce tutti gli aspetti per le detrazioni pluriennali relative agli immobili: Superbonus, Sismabonus, Bonus verde, Ecobonus, Bonus facciate.
L’Agenzia delle Entrate nella circolare precisa che la raccolta frutto di un lavoro svolto da un team tecnico dell’ente in collaborazione con la Consulta nazionale dei CAF. L’obiettivo è quello di elaborare un compendio utile per: operatori dei professionisti abilitati al visto di conformità delle dichiarazioni presentate ai sensi dell’art. 13 del decreto del Ministero delle Finanze n. 164/1999. Inoltre, il documento utile agli stessi uffici dell’Amministrazione finanziaria nell’attività di controllo e assistenza.
Un nuovo caso fornisce un esempio lampante su cosa può succedere se si assume troppa vitamina D. Sono in molti a sbagliare il dosaggio.
Un uomo di circa 50 anni ha avuto dei gravi malori e il medico di base lo ha inviato in ospedale. I sintomi riscontrati erano: vomito, nausea, dolore addominale, crampi alle gambe, acufene, secchezza delle fauci, aumento della sete, diarrea e perdita di peso.
Attenzione al dosaggio della Vitamina D
Il paziente stava assumendo un cocktail di integratori vitaminici, e includeva la vitamina D 150.000 UI. In effetti, il fabbisogno giornaliero è di 10 mcg o 400 UI. Il National Institutes of Health raccomanda di non prenderne più di 15 mcg (microgrammo) al giorno negli integratori. Tale importo è pari a 600 UI.
La dottoressa JoAnne Elizabeth Manson, professoressa di medicina alla Harvard Medical School e capo della divisione di medicina preventiva al Brigham and Women’s Hospital, ha dichiarato che: “questo malinteso è molto comune sulla vitamina D”, molti sono convinti che assumere più vitamina D sia positivo, la dottoressa ha sottolineato che “questo non è corretto e, sebbene sia importante evitare la carenza di vitamina D, è anche molto importante evitare il mega-dosaggio. In effetti, il mega-dosaggio è associato al danno”.
Anche dopo che l’uomo ha interrotto gli integratori, i suoi sintomi sono persistiti, e suggeriscono possibili danni permanenti. Il case report è pubblicato in BMJ Case Reports .
L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha annunciato l’ampliamento del servizio in videochiamata per agevolare i contribuenti e le imprese.
Attivo lo sportello online che permette di ottenere chiarimenti e svolgere varie pratiche in piena autonomia.
Videochiamata con l’Agenzia delle Entrate Riscossione
Lo sportello è attivo in fase sperimentale nelle seguenti Regioni: Calabria, Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Molise, Marche, Puglia, Piemonte, Milano, Brescia e Roma.
Nei prossimi mesi sarà esteso a tutte le regioni italiane, per permettere a tutti i cittadini di partecipare al nuovo processo di digitalizzazione a distanza. Ad ora il servizio è predisposto per 25 città e già sono prenotati circa 45mila appuntamenti in videochiamata, sono circa il 50% di quelli disponibili complessivamente. Un successo soprattutto nelle grandi città. Il servizio è molto apprezzato dai cittadini.
Leggi qui il Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate Riscossione
Se i contributi non sono sufficienti per ricevere l’assegno pensione si possono recuperare? Questa è un caso molto comune, ed è una situazione che nel tempo tenderà a crescere, vista la crisi economica che vive l’Italia.
Un Lettore ci scrive: “Sono nato nel ’52, ho lavorato e versato solo 8 anni di contributi prima del 1996, posso chiedere la restituzione all’INPS per non perderli?
Recuperare i contributi versati
Secondo le regole della Riforma Fornero, se lei ha iniziato a pagare i contributi prima dell’anno 1996, purtroppo sono persi e non possono essere recuperati. L’unico modo per recuperarli è continuare il proseguimento volontario dei contributi fino a raggiungere i 20 anni di contributi.
Coloro che non sono riusciti a maturare i requisiti per la pensione, se si trovo in una condizione economica disagiata, possono ottenere l’assegno sociale, erogato mensilmente. Dal primo gennaio 1996 l’assegno sociale ha sostituito la pensione sociale. Tale beneficio non è reversibile ai familiari superstiti. Nel 2022 l’assegno sociale è pari a 468,11 euro al mese erogato per tredici mensilità.
Quando viene a mancare un pensionato o un lavoratore, spetta agli eredi la pensione di reversibilità, ma cosa succede se il figlio è disabile?
E’ questo l’argomento che affrontiamo oggi, grazie ad una domanda di un nostro Lettore.
Il quesito del Lettore: “Mio figlio ha un’invalidità al 100% e percepisce ogni mese l’accompagnamento. Vorrei sapere se avrà diritto alla pensione di reversibilità e con quale percentuale. Grazie della risposta”.
Pensione di reversibilità e invalidità civile
La normativa tutela le persone disabili, un figlio riconosciuto totalmente inabile al lavoro ha diritto alla pensione di reversibilità della madre o del padre. Però, ci sono dei limiti, infatti, la pensione spetta se all’atto del decesso il figlio è convivente con il genitore e questi provvede al suo mantenimento.
In questo caso la quota di pensione di reversibilità spettante è pari al 60% del primo genitore defunto. La percentuale aumenta al 70% quando anche l’altro genitore non ci sarà più.
Cosa succede se i contributi per la pensione sono versati in due stati diversi? Ecco cosa prevede la normativa vigente.
Quest’articolo nasce in risposta ad un quesito inviatoci da un nostro Lettore, che ha timore di una forte penalizzazione sulla futura pensione.
Una Lettrice chiede come può accedere alla pensione con contributi in Italia e Svizzera. Ecco la sua domanda: “Ho circa 64 anni e ho raggiunto 40 anni di contributi. Da qualche mese lavoro in Svizzera dove lavoro e continuo a versare i contributi. Cosa succederà alla mia pensione, riceverò una penalizzazione sull’assegno?”
La pensione maturata in Italia non subirà danno per i contributi versati in Svizzera, in quanto l’Italia ha stipulato una convenzione con la Svizzera in merito alla sicurezza sociale. Il meccanismo è il seguente: se una lavoratrice, come nel suo caso, ha maturato in Italia 40 anni di contributi e i restanti, per maturare il requisito contributivo per accedere al pensionamento, li versa come dipendente in Svizzera, in Italia matura il diritto alla pensione anticipata, potendo cumulare tutta la contribuzione versata in Italia e Svizzera.
Però, l’ammontare dell’assegno pensionistico sarà determinato sulla base dei 40 anni di contributi versati in Italia, mentre per i restanti sarà la Svizzera a riconoscere la quota corrispondenti secondo le sue norme interne. In questi casi non è prevista nessuna forma di trasferimento o ricongiungimento in Italia dei contributi versati all’estero.